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Outplacement: cos’è e come funziona, la sua definizione

Outplacement: cos’è e come funziona, la sua definizione

Tutto ciò che c’è da sapere sul servizio di consulenza dedicato al supporto della persona in tutte le fasi della ricerca attiva del lavoro, fino al suo nuovo inserimento occupazionale

L’outplacement è un elemento del mondo del lavoro che riguarda il nuovo inserimento nel panorama occupazionale di una risorsa in uscita da un'azienda e alla ricerca di nuove opportunità professionali.

Si tratta di un servizio di supporto alla ricollocazione del lavoratore, effettuato su specifico ed esclusivo incarico di un’organizzazione che fa da committente. Per comprendere meglio che cos’è l’outplacement e come funziona, la Business School Alma Laboris ha avuto il piacere di intervistare la dottoressa Barbara Benucci, che ricopre la figura di Outplacement Consultant presso la Corium Srl.

Outplacement, voce ai professionisti: intervista alla dottoressa Barbara Benucci

Professionista nel settore in cui opera, la dottoressa Benucci ha frequentato la Business School in occasione del Master in Gestione, Sviluppo e Amministrazione delle Risorse Umane nel 2014.

Una breve presentazione di lei e del suo ruolo nell’azienda presso cui lavora.

Sono una psicologa del lavoro iscritta all’Albo, che attualmente si occupa di supporto alla ricollocazione professionale all’interno di Corium, la prima società che ha introdotto l’outplacement in Italia, supportando persone che si sono separate dall’azienda in percorsi personalizzati in base alle loro esigenze. La mia passione per l’ambito delle Risorse Umane è emersa sin dalla scelta dell’indirizzo universitario, conseguendo sia la laurea triennale che specialistica nel campo della Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Ho iniziato il mio percorso professionale effettuando uno stage all’interno di una nota società di consulenza a livello nazionale, dove mi sono occupata di ricerca e selezione del personale e di progettazione di percorsi formativi.

Perché la scelta della Business School Alma Laboris per il Master?

L’esigenza di ampliare le mie conoscenze del mondo HR mi ha spinto a frequentare un Master in Sviluppo, Amministrazione e Gestione delle Risorse Umane, scegliendo Alma Laboris tra tanti enti skillati su questi temi. Ad oggi devo ringraziarvi, perché è stato attraverso questo master di qualità che ho avuto l’opportunità di conoscere ed appassionarmi al mondo dell’outplacement, di cui non avevo sentito parlare prima, e nell’ambito del quale mi sento perfettamente realizzata come professionista. Team Management

Che cos’è l’outplacement: definizione del servizio

Outplacement: in cosa consiste? Ci parli del fenomeno.

La crescita del numero di ristrutturazioni, riorganizzazioni e ridimensionamenti aziendali ha causato la fuoriuscita dall’occupazione di numerosi lavoratori, portando allo sviluppo ed alla diffusione di nuove pratiche di gestione del capitale umano come l’outplacement. Con questa parola, per darne una definizione, si indica un servizio di supporto al reinserimento lavorativo offerto dalle imprese ai propri dipendenti in uscita attraverso l'attività di società specializzate.

Al lavoratore viene quindi offerta una sorta di fringe‐benefit in conto servizi che prevede, una volta firmato il contratto di outplacement, il distacco dalla società per cui si è lavorato. Si tratta di un rapporto sempre bilaterale: in primis c’è l’accordo tra la società che taglia la/e risorsa/e umana/e e la società di outplacement a cui dà mandato, poi inizia il rapporto tra quest’ultima e l’ormai ex dipendente o il gruppo di ex dipendenti. L’azienda di provenienza non deve in alcun modo interferire col percorso che la società di outplacement intraprenderà con il candidato acquisito.

Quali sono le origini dell’outplacement?

Questo servizio, come si legge nella pagina introduttiva del sito dell’AISO (Associazione Italiana Società di Outplacement), è nato negli Usa alla fine degli anni '60, quando nel giro di soli sei mesi venne chiuso il “Progetto Apollo”, comportando una drastica riduzione del personale altamente specializzato dell’ente spaziale della NASA. Si decise così, per ragioni sia sociali che politiche, e per evitare pericolose fughe di notizie attinenti al programma spaziale, di offrire a tutti il servizio di outplacement, dando a queste persone la possibilità di ricollocarsi in altri contesti aziendali.

In Europa i servizi di outplacement si svilupparono a partire dagli anni Settanta, mentre in Italia la loro prima applicazione risale alla fine degli anni ’80, a fronte della crisi siderurgica che ha riguardato l’Italsider di Genova, dimostrandosi utile per ricollocare gli oltre 250 lavoratori, operai e impiegati, coinvolti nei programmi di ridimensionamento. Tuttavia nel nostro Paese l’adozione di questo strumento è avvenuta con ritmi più lenti rispetto ad altri stati: nonostante gli sviluppi del settore, le società di outplacement riconosciute in Italia non superano le 40 unità. 

In cosa consiste, nello specifico, la sua attività?

La mia attività come consulente di Outplacement consiste nel fornire ai candidati che seguo sia un supporto, di tipo psicologico – motivazionale, ma anche di tipo pratico, attraverso il bilancio di competenze, la definizione dell’obiettivo professionale, l’elaborazione degli strumenti di comunicazione scritta (quali CV e lettera di presentazione), l’ottimizzazione del profilo Linkedin, la simulazione di un colloquio di lavoro, il trasferimento degli strumenti e dei canali di ricerca.

È bene specificare che il consulente di outplacement non si sostituisce al candidato nelle fasi di ricerca e reinserimento ma lo sostiene nella propria attività al fine di renderlo in grado di muoversi autonomamente e consapevolmente nel mercato del lavoro, e in modo che tale esperienza possa risultargli utile anche negli eventuali futuri periodi di transizione e cambiamento professionale. Il percorso di outplacement va considerato quindi come un percorso di sviluppo della persona che deve acquisire una nuova consapevolezza di sé, delle proprie competenze ed aspirazioni.

Come funziona l’outplacement, e se è davvero una pratica efficace

Come funziona la ricollocazione professionale?

L'outplacement può essere svolto esclusivamente dalle Società autorizzate dal Ministero del Lavoro, tra cui molte associate all'AISO - Associazione Italiana Società di Outplacement - che, su mandato delle aziende committenti, ottengono il compito di accompagnare le persone in uscita nella ricerca di nuove opportunità professionali.

In Italia la diffusione dell’outplacement è avvenuta attraverso una ristrutturazione delle agenzie del lavoro e delle società predisposte allo svolgimento di tale attività: da un lato, tramite le società già esistenti e operanti nel mercato della ricollocazione, e dall’altro, attraverso la realizzazione di un’apposita divisione, interna alle agenzie per il lavoro, specializzata nell’erogazione del servizio di ricollocamento.

L’outplacement funziona nel mondo del lavoro di oggi? Crede che possa essere una pratica efficace?

Ritengo l’outplacement una pratica realmente efficace, i cui benefici sono evidenti sia per l’azienda che, attraverso una ‘monetizzazione indiretta’, sostiene concretamente i dipendenti da cui ha deciso di separarsi nel processo di ricerca di alternative professionali, sia per i lavoratori che per anni hanno vissuto nel medesimo contesto, perdendo il contatto con il mercato del lavoro e che quindi, una volta usciti, si trovano ad affrontare gli stessi problemi di un giovane alla ricerca della prima occupazione. Con la differenza che questi portano con sé il trauma di un'esperienza ritenuta fallimentare, il peso di un'età avanzata e di un bisogno economico‐sociale più elevato.

Grazie al supporto di professionisti esperti, queste persone potranno usufruire contemporaneamente di un sostegno pratico e di un supporto in termini psicologici ed emotivi, che li porterà a percepire la mobilità non come un fallimento personale, ma come momento attivo di ri-definizione e miglioramento della propria professionalità.

Inoltre, così come riportato sul sito dell’AISO, al di là dei vantaggi esclusivamente economici (ridotto periodo di inattività e quindi minore costo per lo Stato), vi sono anche vantaggi di natura sociale, in quanto lunghi periodi di disoccupazione hanno un impatto significativo sull’equilibrio familiare dei lavoratori coinvolti. È anche importante sottolineare che dopo oltre 12 mesi di disoccupazione l’occupabilità stessa dei lavoratori si riduce drasticamente. Outplacement Risorse Umane

A che punto è la diffusione dell’outplacement in Italia?

Nonostante ciò che ho appena descritto in termini positivi, in Italia le attività di supporto alla ricollocazione professionale sono ancora considerate un servizio innovativo, che risentono di consolidati pregiudizi e resistenze sia da parte di molte aziende che di molti lavoratori.

Questo accade fondamentalmente perché esiste tuttora scarsa informazione su questo strumento, sul suo funzionamento e sulla sua efficacia. Inoltre, sia la normativa vigente fino a qualche anno fa, sia la tendenza a monetizzare i costi per la ricollocazione con un maggior incentivo economico, piuttosto che con un servizio aggiuntivo, hanno rappresentato un sostanziale freno allo sviluppo di questo servizio.

Master Outplacement, il percorso da seguire per la propria formazione

Sono trascorsi svariati anni dalla scelta del Master con Alma Laboris. Che peso ha avuto nel raggiungimento dei suoi obiettivi professionali? Le conoscenze e competenze acquisite sono utili per la sua professionalità quotidiana?

Quando ho iniziato a frequentare il Master mi trovavo io stessa in una fase di transizione professionale: avevo da poco terminato un’esperienza in Praxi, dove mi occupavo di ricerca e selezione, ma sapevo di non voler proseguire la mia ricerca di lavoro in questa direzione. Avevo bisogno di nuovi stimoli e per questo avevo deciso di iscrivermi al vostro Master, grazie al quale ho conosciuto l’outplacement.

Il modo in cui è stato affrontato dall’insegnante mi ha entusiasmato a tal punto che ho deciso di approfondirlo nella tesina finale e di iniziare ad intercettare opportunità in questo campo. Così, grazie ad un bando della Regione Lazio che mi ha portato a muovere i primi passi in questo ambito, oggi lavoro stabilmente in una storica società di outplacement. Tuttora nello svolgimento della mia attività lavorativa, mi capita di ricorrere agli strumenti ed alle nozioni che mi avete trasmesso in quel famoso modulo disciplinare.

Quali sono i suoi progetti futuri e i suoi obiettivi?

Mi auguro vivamente che la cultura dell’outplacement possa diffondersi con sempre maggior capillarità e che le aziende possano diventare al contempo sempre più sensibili a questo tema. Pertanto, auspico di poter proseguire la mia carriera lavorativa nell’ambito delle relazioni d’aiuto professionali al fine di supportare le persone nell’orientamento e nell’identificazione dei loro progetti lavorativi.

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