Come affrontare un colloquio di lavoro importante: cosa dire, come presentarsi per fare buona impressione

Come affrontare un colloquio di lavoro importante: cosa dire, come presentarsi per fare buona impressione

Un momento sicuramente carico di tensione e ansia, ma che tutti nella vita hanno affrontato almeno una volta. Il colloquio di lavoro è certamente un importante crocevia per la crescita di ogni persona.

 

Come presentarsi a un colloquio di lavoro: come fare buona impressione

Colloquio di lavoroSi dice spesso che “la prima impressione è quella che conta”, perché ti permette di inquadrare in fretta la persona che hai di fronte. Certo, siamo ben lontani dall’asserire con assoluta certezza che un’analisi attenta del primo impatto con una persona permetta di non sbagliare mai.

Tuttavia, fare una buona impressione a un colloquio può essere determinante per conquistare un posto di lavoro. In particolar modo, un approccio giudicabile come positivo diventa una caratteristica fondamentale al primissimo approccio con la persona che si occupa di selezionare il personale da inserire all’interno di un’azienda. 

Dunque, come fare buona impressione a un colloquio di lavoro? Il primo consiglio che sentiamo di dare è quello di essere positivi, in tutto e per tutto. Un sorriso, una frase detta al momento giusto e con la giusta tonalità di voce, possono dire molto della persona.

Dal colloquio di lavoro deve trasparire l’immagine di una persona ottimista, determinata a scrivere il proprio futuro e a prendere in mano la propria vita. Musi lunghi, ma ancor peggio tremori, tic, o qualsiasi atteggiamento che lasci trasparire ansia, tensione o, ancor peggio, nervosismo, sono sicuramente approcci da evitare nella maniera più assoluta.

Cosa portare al colloquio di lavoro: puntualità e il curriculum vitae

Una regola aurea è quella di rispettare con grande precisione l’orario del colloquio. La puntualità è una caratteristica di una persona giudicabile come molto positiva. Certo, sarà importante essere puntuali anche durante la vita lavorativa di tutti i giorni, così come è fondamentale rispettare le scadenze, ma lo è ancor di più quando si tratta di partire con il piede giusto.

Inoltre, alla puntualità va necessariamente abbinata una certa preparazione al colloquio che si va ad affrontare. Conoscere l’azienda, cosa fa e perché ha bisogno della tua figura, ma anche disporre di tutti i documenti e dei moduli necessari per sostenere al meglio la conversazione.

È molto importante, infine, portare con sé una copia del proprio curriculum vitae, nonostante nella stragrande maggioranza dei casi l’azienda che ti ha contattato per il colloquio ne sia già in possesso.

Cosa dire a un colloquio di lavoro per fare buona impressione

Ma, in sostanza, cosa dire a un colloquio di lavoro per fare una buona impressione? Innanzitutto, bisogna sapere che parlare delle proprie esperienze pregresse è fondamentale per far sì che la persona che si ha di fronte capisca quali sono le conoscenze già acquisite dal candidato, così come la tipologia di ambiente lavorativo nella quale ha operato nel corso della sua carriera. Nel caso in cui tu non abbia fatto vere e proprie esperienze lavorative, parlare in modo approfondito, ma soprattutto sincero del proprio percorso di formazione, è sicuramente molto utile.

Il candidato ideale, inoltre, dovrebbe aver ben chiare alcune cose. Innanzitutto, perché voglia svolgere le mansioni previste dal lavoro per il quale si sta concorrendo. Le motivazioni devono chiaramente trasparire in sede di colloquio. Inoltre, tracciare in pochi minuti un chiaro quadro delle proprie abilità, delle proprie attitudini, delle capacità acquisite nel corso delle precedenti attività.

La sincerità, o per meglio dire l’autocritica, sono ancora una volta importantissime in una conversazione di questo tipo: concentrarsi sui propri punti di forza e cercare di apparire al meglio di sé stessi, sì, ma anche analizzare i propri punti di debolezza e i propri limiti, lascerà di sicuro una buona impressione.

Ci sono tuttavia alcune caratteristiche generalmente apprezzate dal personale che esamina i candidati dei colloqui di lavoro. È sicuramente positivo affermare di essere possedere tra le proprie doti la flessibilità. Adattarsi alle situazioni in maniera proattiva è una delle qualità più ricercate nel mondo del lavoro. Allo stesso modo affermare di saper lavorare in squadra presuppone che un inserimento in un team aziendale possa portare a risultati positivi.

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Cosa evitare a un colloquio di lavoro: ecco cosa non dire

Ci sono tuttavia delle cose da evitare quando si sostiene un colloquio di lavoro. Innanzitutto, non è consigliabile parlare subito del compenso che si andrà ad ottenere. L’argomento ‘soldi’ è qualcosa che va affrontato quando si è giunti almeno al secondo colloquio.

È normale preoccuparsi di quanto si guadagnerà per il lavoro che si andrà a svolgere, ma se questo viene palesato subito, si rischia di dare l’impressione di una persona il cui fine ultimo è solo quello del mero risultato economico. Inoltre, in allegato a ciò, evitare assolutamente di parlare subito di ferie, per non sembrare proiettati già sui periodi di vacanza.

Altri consigli utili in tal senso sono: mai apparire fortemente interessato a quel lavoro perché disperatamente alla ricerca di un’occupazione. Si rischia di dare l’impressione di essere all’ultima spiaggia, o comunque di ricercare quel lavoro perché senza alternative. Inoltre, rispondere a una telefonata, ma anche evitare di trattare gli argomenti sui quali vertono le domande dell’intervistatore, sono sintomi di scarso interesse.

E mai dire “non ho domande da porre”: lascerà intendere che non avete nessuna curiosità, né perplessità; ciò potrebbe essere sintomo di scarsa attenzione e propensione all’analisi delle situazioni.

Come affrontare un colloquio di lavoro: suggerimenti e consigli utili

Controllare postura del corpo, gestualità, ma anche la vigoria della stretta di mano, sono alcuni dettagli che potrebbero fare la differenza per quanto riguarda la buona riuscita di un colloquio di lavoro. Rispondere in maniera pertinente, rispettando il proprio turno di risposta e non interrompendo la persona che si ha di fronte, può essere molto utile per instaurare da subito un buon rapporto e una conversazione proficua e interessante per entrambi.

Inoltre, il giusto utilizzo della parola ‘grazie’, così bella da usare in ogni ambito della propria vita lavorativa e non. Non un ringraziamento teso a suscitare empatia, ma un genuino segno di apprezzamento per l’interesse dell’azienda nel candidato. Altra regola importante è quella del follow up: mandare una mail amichevole nella quale si esprime la propria gratitudine nei confronti dell’azienda che ha avuto interesse nel candidato può sicuramente essere una buona mossa per fare una buona impressione.

Colloquio di lavoro andato bene o andato male: come faccio a capire se sono piaciuto?

Non esiste una formula esatta per capire se un colloquio di lavoro è andato bene o è andato male. Comprendere in maniera esatta se si è piaciuti all’esaminatore della candidatura non è certamente semplice. Di certo, fin dall’immediato termine del colloquio si può avere delle idee su quale possa essere l’esito. La gestualità può fornire alcune indicazioni utili in tal senso. Tuttavia, è bene ribadire che tutto ciò viene affidato alla semplice interpretazione personale.

Inoltre, non è detto che il “le faremo sapere” equivalga automaticamente a un rifiuto: potrebbe semplicemente essere il preludio a un attento esame della candidatura. Dunque, vietato disperare!  

Una regola più o meno universale, tuttavia, esiste: la richiesta da parte dell’azienda di un secondo colloquio. Questa condizione implica che il primo colloquio, di solito conoscitivo, ha avuto un buon esito, e che l’azienda è interessata ad esaminare meglio il candidato.

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