Alma Laboris Business School - Economie di scopo, cosa sono: definizione ed esempi

Economie di scopo, cosa sono: definizione ed esempi

Economie di scopo, cosa sono: definizione ed esempi

Una particolare situazione dell’economia e della finanza, che permette alle imprese di operare in modo efficiente: scopriamo insieme in cosa consiste

 

Una fattispecie molto interessante da considerare quando si studia economia e finanza, in particolar modo riferendosi alla gestione dell’impresa, e della sua produzione, sono le cosiddette economie di scopo. Vediamo a cosa ci riferiamo quando utilizziamo questa espressione: che cosa sono, e come definire questa disciplina utilizzando degli esempi.

Che cosa sono le economie di scopo? Definizione e significato

Un concetto di grande importanza, applicabile in diverse discipline, il cui fondamentale funzionamento è intimamente correlato a quello di diversificazione. Le economie di scopo sono una particolare situazione della gestione di un’impresa, nella quale, con gli stessi fattori di produzione vengono prodotti in contemporanea dei beni diversi tra loro.

In uno scenario di questo genere, il costo totale della produzione congiunta di due o più beni all’interno di un’impresa è minore della somma dei costi totali sostenuti producendo separatamente, in imprese diverse, gli stessi beni.

Di qui lo stretto collegamento con la diversificazione: le economie di scopo sono infatti rappresentate dal risparmio derivante dalla produzione congiunta di prodotti diversi o, ancora, il perseguimento di obbiettivi diversi mediante l'utilizzo degli stessi fattori produttivi. Dunque, a parità di fattori, raggiungere la produzione di beni che non siano uguali tra di loro.

Economia di scopo, alcuni esempi di applicazione di questo concetto

Per comprendere meglio il concetto di economia di scopo, potrebbe essere utile formulare alcuni esempi pratici. Innanzitutto, bisogna tener presente quali possono essere i fattori produttivi a cui facevamo riferimento prima. Si tratta di quegli strumenti, beni o servizi strumentali, che in una impresa vengono impiegati per la produzione di un bene o un servizio. Dunque, gli impianti, le tecnologie, ma anche il denaro.

Nei fattori produttivi, in un senso leggermente più ampio vengono inclusi anche il lavoro, composto dai lavoratori che prestano il proprio tempo e il lavoro fisico o intellettuale che prestano all’impresa, e l’organizzazione di quest’ultima. Fondamentale considerare anche il know-how, ovvero l’insieme di conoscenze e competenze impiegate dalle risorse umane dell’azienda.

Applicare il concetto di economie di scopo a un’impresa, nel pratico, può essere abbastanza semplice da comprendere. Un esempio in tal senso è quello di un’impresa che intende incentivare la crescita tramite, appunto, la diversificazione: per un’industria conserviera, realizzare a seconda della stagionalità dei prodotti diversi è un criterio di produzione diversificata, se vengono utilizzati gli stessi macchinari e la stessa forza lavoro.

Oppure, possiamo pensare a un’impresa che produce pantaloni da uomo, che intende aumentare le vendite producendo anche pantaloni da donna: questa impresa, verosimilmente, potrà facilmente progettare e produrre senza ricorrere a nuove competenze esterne.

Economie di scopo, come applicare questo concetto alle banche

Nonostante abbiamo finora formulato degli esempi relativi ad attività specificamente legate alla produzione di beni e servizi, è possibile applicare il concetto di economie di scopo anche a imprese di altri settori, apparentemente molto diversi, come ad esempio le banche.

Un’economia di scopo è raggiungibile, ricapitolando, quando con gli stessi fattori produttivi si raggiungono dei risultati maggiori, in base al principio della diversificazione. Ne è un esempio lampante la possibilità per le banche di proporre prodotti diversi, ampliando la propria offerta, sfruttando gli stessi canali di distribuzione.

Nella pratica, possiamo riferirci a una banca che sceglie di promuovere alla sua clientela una diversa offerta, un servizio nuovo, senza dover assumere altri impiegati, o dover ingrandire la banca, dunque con le stesse risorse dal punto di vista del lavoro e del know-how.

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