Alma Laboris Business School - Critical Path Method: esempio pratico e calcolo

Critical Path Method: esempio pratico e calcolo

Critical Path Method: esempio pratico e calcolo

Un progetto può contenere cento attività, ma non tutte influenzano nello stesso modo la data finale. Il Critical Path Method individua la sequenza di attività senza margine complessivo: un ritardo su quella catena sposta la conclusione, se non viene compensato.

Preparare la rete del progetto

Il calcolo parte da elenco delle attività, durata stimata e dipendenze. Ogni attività deve avere un inizio e una fine riconoscibili. Relazioni generiche come “B dopo A” non bastano se in realtà B può partire quando A è completata solo al 50%. La guida PMI sul critical path approfondisce logica e calcoli di schedulazione.

Un esempio con due percorsi

Consideriamo un progetto con avvio A di 2 giorni. Dopo A partono B di 5 giorni e C di 3. B è seguita da D di 4 giorni; C da E di 2. Entrambe le catene confluiscono in F di 1 giorno. Il percorso A-B-D-F dura 12 giorni; A-C-E-F dura 8. Il primo è il percorso critico.

Early start e late start

Con il forward pass si calcolano le date più anticipate di inizio e fine, procedendo dall’avvio. Con il backward pass si parte dalla data finale e si ricavano le date più tardive compatibili. La differenza tra date tardive e anticipate produce il total float. Sul percorso critico il margine è pari a zero, salvo vincoli e calendari che possono complicare il modello.

Che cosa succede se un’attività slitta

Se D ritarda di due giorni, la data finale passa da 12 a 14. Se E ritarda di due, la seconda catena sale a 10 ma il progetto resta a 12, perché possedeva quattro giorni di margine. Questo non rende E irrilevante: consumare float riduce la capacità di assorbire problemi futuri.

Ridurre la durata

Il crashing aggiunge risorse alle attività critiche quando tecnicamente possibile; il fast tracking sovrappone attività prima sequenziali, aumentando il rischio. Intervenire su un’attività non critica non accorcia la data finale. Dopo ogni modifica bisogna ricalcolare la rete, perché può emergere un nuovo percorso critico.

Limiti del metodo

Il CPM usa durate deterministiche e non risolve da solo vincoli di risorse, incertezza o qualità delle stime. Va integrato con gestione dei rischi e controllo dell’avanzamento. Lo standard ISO 21502 sul project management fornisce un quadro generale per governare progetti, mentre la metodologia PM² europea mette a disposizione strumenti e pratiche aperte.

Vincoli e calendari

Festività, turni, disponibilità di macchinari e date imposte possono modificare il risultato. Una durata di cinque giorni non significa la stessa cosa su calendari differenti. I vincoli “must finish on” dovrebbero essere usati con cautela, perché possono nascondere la logica della rete e generare margini negativi invece di rappresentare una reale dipendenza.

Il percorso critico può cambiare

Se il team accelera una catena o consuma il margine di un’altra, la sequenza critica può spostarsi. Per questo non basta calcolarla all’avvio. Durante l’aggiornamento si inseriscono date effettive, lavoro residuo e nuove dipendenze, poi si verifica quali attività governano oggi la data finale, non quali erano critiche nel piano originario.

Comunicare le priorità al team

Il project manager non dovrebbe trasformare “critico” in “più importante” in senso assoluto. Un’attività non critica può avere grande valore o rischio qualitativo. Il percorso indica sensibilità temporale. Una vista settimanale con attività critiche, quasi critiche, milestone e margine residuo consente di concentrare escalation e decisioni senza ignorare il resto del progetto.

Accelerare senza spostare il problema

Il crashing aggiunge risorse o costi alle attività critiche; il fast tracking sovrappone lavori prima sequenziali e aumenta il rischio di rilavorazione. Entrambe le tecniche vanno applicate alla catena che determina davvero la fine. Dopo ogni modifica si ricalcola la rete, perché il collo di bottiglia può trasferirsi. Una decisione completa confronta giorni recuperati, costo, rischio e capacità delle risorse, invece di chiedere genericamente a tutti di lavorare più in fretta.

Il percorso critico è una fotografia che cambia con il progetto. Aggiornarlo con dati reali permette al project manager di concentrare attenzione dove un giorno perso pesa davvero sulla consegna.

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