Google User Experience

Google Page Experience, migliora l’esperienza dell’utente: ecco come

Nel digital marketing, così come nel marketing tradizionale, esiste una regola fondamentale: dare la priorità all'esperienza utente, al fine di beneficiare di migliori piazzamenti nel ranking sulle pagine dei motori di ricerca.

È stato il consiglio che Google ha dispensato per anni, e che continua a divulgare. Adesso, siamo di fronte a una svolta: sono stati ufficialmente annunciati cinque punti chiave da conseguire nell’aggiornamento della user experience di Google, che entreranno ‘in vigore’ a maggio prossimo. Si tratta di Google Page Experience, il nuovo programma di Big G. Ecco come funziona e cosa prevede.

Google Page experience, ecco come migliora l’esperienza utente: i punti chiave

Diciamo subito cos’è che cambierà nella page experience degli utenti su Google. Innanzitutto, l’entrata in gioco di nuovi fattori, come il Largest Contentful Paint (LCP), che misura la velocità di caricamento in base al momento in cui è probabile che il contenuto principale sia stato effettivamente caricato. Inoltre, il Cumulative Layout Shift (CLS), ovvero il tempo che intercorre tra il momento in cui un utente interagisce per la prima volta con una pagina e il momento in cui il browser inizia a elaborare l’interazione.

Verranno premiati maggiormente i siti web mobile-friendly. I portali ottimizzati per i dispositivi mobili dovrebbero funzionare allo stesso modo su tutti i dispositivi, garantendo un’esperienza di qualità. Allo stesso modo, saranno aboliti gli annunci interstitial, per evitare che l’utente visualizzi degli annunci invadenti.

Google user experience, quali sono i vantaggi per la SEO

Sebbene alcuni ritengano che questo nuovo aggiornamento non apporterà necessariamente vantaggi alla SEO, considerando i nuovi fattori in gioco come qualcosa di già esistente all'interno degli algoritmi di ricerca di Google, possono esserci delle implicazioni notevoli per l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca.

Questo semplicemente perché conoscere i cambiamenti di Big G portano i team a comprendere le metriche che Google utilizzerà; a condurre un controllo del sito, ottimizzandolo in base a questi nuovi segnali di posizionamento; ad allineare la SEO e l’esperienza utente in maniera definitiva.

Obiettivi, ottimizzare la ricerca per utenti mobile, migliorare la velocità della pagina, personalizzare le call-to-action, e curare la SEO delle immagini, con un testo alternativo pertinente e ottimizzato. Sono queste le quattro chiavi per avere successo sui motori di ricerca oggi.

 

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