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Digital Marketing, i consigli di Forbes per i professionisti del 2020

Digital Marketing, i consigli di Forbes per i professionisti del 2020

La popolare rivista statunitense dedicata al business traccia le tre tendenze per il settore dell’anno solare appena iniziato. Con un elemento per certi versi sorprendente

 

2020, duemilaventi, che per molti ormai si pronuncia ‘venti-venti’. Il terzo millennio sforna un altro decennio, apre un nuovo corso, nel quale, lo possiamo giurare, il digital marketing sarà protagonista di importanti cambiamenti. Il nuovo anno annuncia novità per gli appassionati del settore, ma soprattutto per i professionisti che con la creazione di valore tramite le nuove tecnologie ci lavorano ogni giorno.

Forse nessuno meglio di Forbes può provare a tracciare la via maestra per quanto riguarda le novità che ci prospetta l’anno solare appena iniziato. La popolare rivista statunitense dedicata al business, all’industria e al marketing, ovviamente anche in chiave digital, ha dato spazio, tra le sue pagine, alle tre tendenze che potrebbero dominare lo scenario nel 2020.

Per cominciare, ciò che sembra più uno dei buoni propositi di fine anno. Che, per inciso, si spera vengano realizzati. Forbes dà infatti immediatamente spazio alla sicurezza dei clienti, e più in generale dei visitatori dei siti web. Man mano che la tecnologia avanza, sta diventando sempre più un fattore determinante per gli acquisti: se il cliente sa che le sue informazioni siano in qualche modo protette, e soprattutto che l’acquisto si svolga in un ambiente virtuale sicuro, sarà più portato a compiere operazioni online. Dunque, ogni buon esperto di marketing dovrebbe concentrarsi maggiormente su come utilizzano i cookie quando commercializzano i loro prodotti e servizi.

La seconda parola chiave è ‘interattività’. Rendere più interessanti i contenuti è senza dubbio la chiave per attrarre la clientela nuova e fidelizzare quella presente. Gli ultimi anni hanno evidenziato quanto le logiche pull siano di gran lunga più efficaci di quelle push: il consumatore va attratto, tirato verso il prodotto, e non viceversa. Qui entra in gioco l’interazione: a differenza di un contenuto statico, il contenuto interattivo richiede la partecipazione attiva dei visitatori per ottenere risultati.

Se questi due punti, per certi versi, possono in qualche modo sembrare scontati, ne viene menzionato un terzo forse meno ovvio: il marketing conversazionale. Una riflessione, quella di Forbes, che nasce dal fatto che i consumatori di oggi siano occupati e non si fermino mai. Facendo nascere così la necessità di inseguire la velocità, fattore che diventa sempre più cruciale col passare del tempo, in un mondo in cui il cliente si aspetta risposte efficaci in tempi rapidi. Il marketing conversazionale rappresenta dunque una strategia per dare al consumatore la sensazione, reale o effettiva, di poter sempre contare sul brand, e per dare all’azienda immediati riscontri: cosa c’è di più affidabile della reale conversazione con il fruitore finale?

 

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