Cure mediche non approvate o sperimentali? Google ne vieta la pubblicità

Cure mediche non approvate o sperimentali? Google ne vieta la pubblicità

Il motore di ricerca più famoso al mondo annuncia di voler seguire una linea dura contro “soggetti malintenzionati, che promuovono trattamenti non testati e ingannevoli”. Da ottobre nuove politiche di regolamento del search engine marketing

Al bando annunci pubblicitari dedicati a cure mediche non ancora approvate o ancora sperimentali. Google ribadisce di voler fare sul serio contro chi effettua operazioni di search engine marketing incentrate su terapie la cui efficacia non è stata ancora verificata dalla comunità scientifica. Lo ha comunicato la stessa controllata di Alphabet in un documento che traccia nuove linee guida da seguire per agire al meglio sul motore di ricerca più utilizzato al mondo.

Tra queste, appunto, una nota che tratta delle politiche di regolamento dell’advertising sulla SERP, e non solo. “Alcuni contenuti relativi all'assistenza sanitaria non potranno essere visualizzati negli annunci in alcun modo, mentre altri potranno essere promossi solo se l'inserzionista ha la certificazione Google pertinente e indirizza i propri annunci solo verso i Paesi ammessi”, chiarisce Google. Non saranno ammesse, dunque, “pubblicità di trattamenti che non abbiano una base biomedica o scientifica consolidata”.

Google, particolare riguardo per le terapie incentrate sull'uso di cellule staminali

Una decisione, questa, che arriva dopo la constatazione del proliferare – a detta dello stesso motore di ricerca – di “soggetti malintenzionati, che promuovono trattamenti non testati e ingannevoli”. Nonostante in tempi moderni tutto sembra essere lecito pur di promuovere il proprio brand, o un bene o servizio prodotto, dunque, big G promette di adottare la linea dura. Fin da ottobre 2019: “Prendiamo molto sul serio le violazioni di questa politica, e le consideriamo gravi, poiché rappresentano un rischio per la sicurezza dei nostri utenti o delle loro proprietà”.

La salute prima di tutto, dunque, in particolar modo per quanto riguarda terapie particolarmente delicate e in via di sviluppo. Come, ad esempio, quelle incentrate sull’utilizzo di cellule staminali. A tal proposito, alcuni dei più importanti ricercatori della materia considerano questo passo come necessario per frenare chi inganna i pazienti con pubblicità inappropriate. Sarà abbastanza? Di certo, si preannunciano conseguenze importanti per i furbi del settore.

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