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India, un mercato da non perdere

India, un mercato da non perdere. Ecco i numeri della Missione Imprenditoriale con oltre 800 incontri BtB

Un mercato con 1,3 miliardi di abitanti, per due terzi sotto i 30 anni di età, con un Pil in crescita a tassi superiori al 7%, i più alti tra le grandi economie, e con un Governo deciso a liberare l’enorme potenziale del Paese, attraverso programmi di riforme che investono in profondità il sistema economico e sociale del Paese. Questa è la grande “torta” delle opportunità che oggi l’India ha da offrire.

 

Si è tenuto al termine del mese di aprile la missione imprenditoriale in India promossa dai ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e organizzata da Agenzia ICE, Confindustria, ABI, Unioncamere e Rete Imprese Italia. La delegazione è stata guidata quest’anno dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, con la partecipazione, tra gli altri di Michele Scannavini, Presidente dell’Agenzia ICE, Licia Mattioli, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione e Guido Rosa, Vice Presidente Abi per l’internazionalizzazione.

 

I Numeri della Missione Imprenditoriale

Oltre 60 aziende, 6 tra Associazioni Industriali e di Categoria, 4 università e centri di ricerca, 8 banche, il gruppo CDP, un totale di 150 partecipanti e circa 800 incontri business to business (BTB) tra imprese italiane e controparti indiane. Questi i numeri della missione a carattere plurisettoriale che ha toccato le tappe di New Delhi e Mumbai con focus specifici sui settori Infrastrutture e Costruzioni, Meccanica, Automotive, Energie Rinnovabili e ICT. Un’importante occasione per incrementare la cooperazione economica tra i due paesi e approfondire le opportunità commerciali e di investimento per le imprese italiane.

"In India con una delegazione particolarmente robusta e qualificata" dice il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto. "Una caratteristica indispensabile per il rapporto con un Paese di straordinaria rilevanza sia dal punto di vista economico che geografico e demografico. La sesta economia del pianeta ha oltretutto mostrato in tempi recenti una grande dinamicità, sostenuta da politiche pubbliche che aprono notevoli opportunità alle imprese italiane. Opportunità legate sia ai processi di infrastrutturazione e sviluppo in corso nel Paese, sia alla presenza di una crescente classe media, con stili di vita e livelli di consumo particolarmente idonei alla penetrazione delle eccellenze italiane.”

 

“La forte crescita registrata negli ultimi anni – sottolinea il Presidente dell’Agenzia ICE, Michele Scannavini -  e le stime di un aumento del PIL pari al 7,2% a fine 2017 rendono l'India una delle economie più dinamiche al mondo. Tra i fattori che hanno sostenuto questa crescita vi sono la progressiva integrazione dell'economia indiana in quella globale e la maggiore apertura al commercio internazionale, eventi che si traducono in opportunità per il Sistema Italia. Il settore delle infrastrutture, in cui si registra una consistente domanda, insieme a quelli della meccanica, dell'automotive e delle energie rinnovabili rappresentano i comparti più interessanti per le nostre imprese”.

 

“Abbiamo scelto di tornare in India – spiega Licia Mattioli, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione - poiché i consumi continuano a crescere trainati dal dinamismo della "aspiring middle class", composta prevalentemente da giovani il cui reddito medio è in costante aumento. Sale anche la domanda di prodotti di elevata qualità, con interessanti opportunità per le nostre imprese. Grazie alle riforme del mercato interno messe in campo dal Governo Modi l'India rappresenta un ambiente favorevole agli investimenti dovuto al rilancio dell'industria e dell'occupazione, alla crescente liberalizzazione dell’economia nazionale, alla progressiva apertura verso il commercio internazionale e all'imponente piano infrastrutturale per l'ammodernamento di porti e aeroporti”.

 

“La delegazione bancaria italiana – ha detto Guido Rosa, Vice Presidente Abi per l’internazionalizzazione – con l’obiettivo di rafforzare il supporto offerto alle imprese italiane, tanto dall’Italia quanto direttamente in India, incontrerà la Banca Centrale Indiana (RBI) e le principali banche locali, guidate dalla loro Associazione Bancaria (IBA) con l’obiettivo di fare il punto sullo stato delle relazioni interbancarie”.

 

L’interscambio Italia - India

Con un interscambio di oltre 7,5 Mld di euro nel 2016, l’Italia rappresenta il quinto partner commerciale dell’India tra i paesi UE, con oltre 500 imprese presenti, portatrici di competenze tecnologiche e produttive.

La dimensione del mercato, la crescita della domanda, il rilancio dell’industria e degli investimenti esteri rappresentano le priorità del governo e delle linee guida della campagna governativa Make in India, volta alla promozione di un vasto insieme di misure per il rilancio della produzione indiana e della sua competitività internazionale, con l’obiettivo di accrescere la quota manifatturiera sul PIL dal 15 al 25% entro il 2022.  Le nuove tecnologie e collaborazioni con partner stranieri sono necessarie in ogni settore, soprattutto nei comparti industriali a più alto contenuto di conoscenza e tecnologie e il Sistema Italia può svolgere un ruolo di primo piano nel processo di industrializzazione e crescita del Paese.

L’India ha registrato negli ultimi due decenni tassi di crescita molto sostenuti, con un tasso medio annuo del 5,8% e alcuni picchi (7,3% nel 2014, 7,5% nel 2015, 7,6% nel 2016) che l’hanno portata ad essere il primo paese tra i BRICS e uno dei primi tra le grandi economie mondiali. Tra le origini di questa crescita economica così rapida c’è sicuramente la progressiva apertura dell’economia indiana al mondo e al commercio internazionale, unita a una serie di riforme del mercato interno che ha modificato profondamente gli assetti dell’economia nazionale.  

 

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