Alma Laboris Business School - Bello e ben fatto: cos’è, cosa significa, come farlo, perché è importante

Bello e ben fatto: cos’è, cosa significa, come farlo, perché è importante

Bello e ben fatto

Un valore aggiunto per il nostro Paese, un’opportunità di affermarne ancora una volta il valore delle eccellenze dei prodotti tricolore, e un modus operandi che, all’estero, gode di una considerazione sempre maggiore.

Parliamo del bello e ben fatto (BBF), un concetto in espansione, che si applica a tanti beni e servizi commercializzati dall’Italia, e che potrebbe rappresentare una marcia in più per l’export dal nostro Paese.

Che cos’è il bello e ben fatto: definizione e significato dell’espressione

Con l’espressione bello e ben fatto indichiamo il complesso dei prodotti che, secondo le valutazioni dei compratori esteri, sono in grado di veicolare un valore aggiunto distintivo del nostro Paese ottenendone in cambio un prezzo più alto rispetto ai concorrenti mondiali.

Come anticipato, il BBF rappresenta un modus operandi con cui il nostro Paese produce dei beni che riescono a distinguersi verso i principali 31 mercati avanzati. Una fortuna, questa, che deriva dalla cultura tipicamente italiana del saper fare, dalla cura dell’estetica e da una capacità di coniugare bellezza e funzionalità davvero uniche al mondo. Nel dettaglio, in questa fattispecie rientrano prodotti del nostro settore macro-alimentare, dell’arredo e della moda italiana.

BBF, e come fare a esportarlo in modo efficace

Sono gli USA i principali ambasciatori del bello e ben fatto italiano, che oltre ad ammirare le bellezze artistiche del nostro Paese, sono anche tra i più importanti consumatori del Made in Italy, per cui oltreoceano si va davvero matti. Si calcola che nel 2022 gli Stati Uniti importeranno dall’Italia ben 13 miliardi di euro di prodotti, in un mercato, quello a stelle e strisce, dotato del miglior potere d’acquisto.

Raggiungere un alto potenziale dal bello e ben fatto, secondo Confindustria, è possibile “continuando a supportare l'Europa nell'adozione degli accordi internazionali per contrastare le incertezze legate alle tensioni protezionistiche, potenziando le vendite e-commerce, e contrastando l'Italian sounding e altre tipologie di contraffazione, le quali si rivolgono soprattutto all'imitazione delle eccellenze italiane”.

Alcune statistiche che spiegano perché il bello e ben fatto è importante

Ancora Confindustria ci racconta perché il bello e ben fatto è importante attraverso alcune statistiche. Quest’anno il Rapporto del Centro Studi Confindustria e di Prometeia ha evidenziato come nei prossimi sei anni, le importazioni effettuate dai nuovi mercati di prodotti italiani belli e ben fatti potrebbero aumentare del 40% fino a raggiungere quota 15 miliardi.

E, insieme agli USA, aggiungono anche Cina e Russia, che costituiscono il gruppo di mercati top premium insieme a Emirati Arabi Uniti; a questi affianchiamo tre mercati in decollo: Arabia Saudita, Messico e Malesia.

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