Alma Laboris Business School - Affidamento diretto 2026: soglie e procedura da seguire

Affidamento diretto 2026: soglie e procedura da seguire

Affidamento diretto 2026: soglie e procedura da seguire

L'affidamento diretto non equivale a una scelta priva di istruttoria. Sotto le soglie previste dal Codice, la stazione appaltante può individuare l'operatore senza una gara formale, ma deve dimostrare fabbisogno, congruità, requisiti e rispetto dei principi. Nel 2026 la qualità del fascicolo digitale conta quanto la correttezza della scelta: motivazione e tracciabilità devono consentire di ricostruire il percorso.

Le soglie da distinguere

Per l'articolo 50 del decreto legislativo 36/2023, l'affidamento diretto è previsto per lavori di importo inferiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, inclusi i servizi di ingegneria e architettura e la progettazione, di importo inferiore a 140.000 euro. Il vademecum ANAC riepiloga soglie e passaggi operativi. L'importo va stimato correttamente, senza frazionamenti artificiosi.

“Diretto” significa che non è necessario un confronto competitivo strutturato, non che sia vietato acquisire preventivi o informazioni di mercato. L'amministrazione può svolgere un'indagine proporzionata per conoscere prezzi e soluzioni, evitando però di trasformarla inconsapevolmente in una procedura con regole diverse.

Dalla richiesta alla decisione a contrarre

Il responsabile unico del progetto definisce oggetto, risultato atteso, durata, importo, requisiti e copertura finanziaria. La decisione a contrarre individua gli elementi essenziali del contratto e le ragioni della scelta. Deve emergere perché l'operatore possiede esperienze idonee e perché il prezzo è congruo, usando listini, contratti analoghi, preventivi o costi di riferimento.

Il testo vigente del Codice dei contratti resta il riferimento normativo da controllare prima della pubblicazione. Per il 2026 è prudente verificare anche eventuali correttivi, soglie europee e atti applicativi in vigore alla data concreta dell'affidamento.

Rotazione e contraente uscente

Il principio di rotazione limita il consolidamento di affidamenti ripetuti allo stesso operatore nella stessa fascia e nello stesso settore di servizi, forniture o lavori. Non è un automatismo cieco, ma una regola che richiede programmazione. Se si intende riaffidare all'uscente, occorrono le condizioni previste dal Codice e una motivazione effettiva, non formule standard copiate.

Una buona gestione tiene un registro degli affidamenti con oggetto, CPV, importo, fascia, operatore e data. Prima di avviare la procedura il RUP verifica precedenti incarichi e struttura del mercato. Per microaffidamenti il Codice prevede specifiche semplificazioni, da applicare senza perdere proporzionalità e trasparenza.

Requisiti, controlli e piattaforme

L'operatore deve possedere requisiti generali e, quando richiesti, tecnico-professionali ed economici proporzionati. Le dichiarazioni e i controlli seguono le regole applicabili all'importo. CIG, fascicolo digitale, pubblicità e comunicazioni vanno gestiti tramite gli strumenti dell'ecosistema nazionale; il portale Acquisti in Rete PA è uno dei canali disponibili, quando pertinente.

Una checklist di chiusura

Prima della stipula conviene verificare: corretta stima del valore, assenza di frazionamento, motivazione della scelta, congruità, rotazione, requisiti, CIG, copertura, tracciabilità dei flussi e pubblicazione. Durante l'esecuzione vanno poi controllati prestazioni, tempi e pagamenti; l'affidamento non termina con l'ordine.

La semplificazione funziona quando riduce tempi senza ridurre la qualità amministrativa. Un fascicolo breve ma completo, costruito su dati e responsabilità chiare, tutela concorrenza, risultato e funzionari. Nei casi dubbi occorre verificare la disciplina vigente e gli atti della propria amministrazione, perché importo e oggetto possono modificare il percorso.

Esempio di motivazione della congruità

Una motivazione utile non si limita a “prezzo conveniente”. Può indicare che il corrispettivo è stato confrontato con due affidamenti recenti omogenei, rettificato per quantità e durata, e risulta inferiore del 4% alla mediana. Se il bene è unico, si possono esaminare listino, sconti praticati ad altri clienti e costo delle alternative.

Il fascicolo conserva le fonti e spiega perché sono comparabili. Anche la qualità entra nella valutazione: tempi, assistenza, caratteristiche tecniche e costo del ciclo di vita possono giustificare un prezzo non minimo. La motivazione deve però restare proporzionata e comprensibile, così un soggetto esterno può ricostruire il ragionamento senza informazioni implicite.

Anche il conflitto di interessi merita un controllo esplicito. Chi partecipa a istruttoria, scelta e verifica dichiara le situazioni rilevanti secondo le regole applicabili. Separare, quando possibile, richiesta, autorizzazione e controllo dell’esecuzione rafforza il fascicolo. La rapidità dell’affidamento non deve concentrare l’intero processo in una decisione non verificata.

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