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Colloquio di lavoro: buone pratiche nella gestione della propria reputazione professionale

“È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”

 

Rileggere tale norma, alla luce degli attuali sistemi di recruitment, non può che far sorridere.

 

Colloquio di lavoro: la prima impressione (On line) è quella che conta

L’articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori non poteva a suo tempo prevedere gli sviluppi degli strumenti di recruiting, che hanno aumentato le possibilità di recuperare informazioni sui candidati prima che questi varchino la soglia dell’azienda.

Da quando concetti come Web, Social e Digital hanno fatto la comparsa nel mondo del recruiting, si è passati da un mondo in cui il Curriculum Vitae era l’unica fonte di informazioni preventive sul candidato, ad un altro, molto più complesso e connesso, in cui dal web è possibile recuperare numerose informazioni.

Inserendo in Google l’indirizzo mail principale di un candidato è spesso possibile accedere ad annunci pubblicati, commenti all’interno di forum, iscrizione a servizi vari. Facebook, nel caso in cui sia utilizzato senza le dovute restrizioni della privacy, permette facilmente di accedere a foto e post contenenti opinioni del possessore della pagina.

Per esempio, pubblicare foto osè o di in atteggiamenti discutibili ed equivoci, su un profilo pubblico, darà di voi l’impressione di essere una persona che non padroneggia in maniera opportuna gli strumenti del web, così come i commenti negativi sul vostro capo o collega faranno pensare al fatto che non siete totalmente affidabili e che potreste essere portatori di atteggiamenti negativi. Non è consigliabile neanche essere eccessivamente scontrosi o schierati politicamente: anche questo potrebbe favorire un giudizio negativo su di voi.

Nonostante il processo di selezione si sia fortemente digitalizzato, infatti, la variabile “Recruiter” rimane una componente umana e in quanto tale condizionabile (in positivo o negativo) dall’insieme di informazioni che rintraccerà sul Web.

 

Per questo la selezione inizia prima di “cominciare”!

 

Le buone pratiche nella gestione della propria reputazione professionale

Molti candidati spesso attribuiscono l’esito negativo della selezione ad una cattiva performance nei momenti di colloquio, ignorando che a volte ad influire è, oltre che il background professionale e le competenze, anche qualcosa che si è scritto o postato anni prima.

Vediamo allora quali possano essere delle buone pratiche nella gestione della propria reputazione professionale al fine di superare una selezione di lavoro:

  1. Registrarsi in maniera consapevole. Oggi è molto semplice e veloce iscriversi a nuovi portali. Meno semplice e veloce è leggere con attenzione le pagine “privacy” o “privacy policy” dei siti prima di registrarsi: farlo è indispensabile per conoscere, per esempio, se sarà possibile o meno in futuro cancellare definitivamente il proprio profilo.
  2. Attuare un’attenta selezione dei propri contatti. Fortunatamente tutti i social network prevedono la possibilità di selezionare con chi condividere informazioni. È infatti possibile settare livelli diversi di visibilità rispetto alle proprie attività sui Social: è opportuno imparare a gestire tale possibilità.
  3. Riflettere prima di pubblicare. Prima di postare qualcosa ponetevi la seguente domanda: “Sono certo di volere che questa foto o questo tweet venissero visualizzati tra 5 anni?”: In rete tutto è reperibile e le informazioni possono essere ripescate anche a distanza di anni.
  4. Selezionate chi può trovarvi. Una delle impostazioni presenti nei Social permette di modificare la reperibilità del vostro profilo da parte dei motori di ricerca. Scegliete con che facilità vorrete essere trovati.
  5. Tutelate la vostra sicurezza on line. Aggiornate frequentemente i vostri antivirus e utilizzate password non scontate. Il danno che potreste subire dall’intrusione nel vostro profilo potrebbe essere ingente.
  6. Vantaggi e svantaggi dei Social Network. La ricerca del lavoro, ad oggi, passa tutta attraverso il Web. Questo offre il vantaggio di poter scegliere quali informazioni di noi condividere con i potenziali recruiter: le informazioni su di noi devono essere coerenti in tutti i social utilizzati (LinkedIn, Twitter, Facebook, Google+, Instagram).

Per concludere un utile consiglio per aumentare la propria reputazione professionale on line: Create un sito o un blog!

L’argomento trattato potrà essere una vostra passione o interesse: cosa importante è che possediate un buon livello di esperienza a riguardo. Far trasparire passione e entusiasmo per qualcosa denota intraprendenza, disciplina e creatività, caratteristiche che potenziali datori di lavoro apprezzano quasi sempre. Come detto non è necessario che l’argomento trattato sia di natura professionale, è maggiormente importante invece che sia visibile e rintracciabile dai vostri profili professionali.

 

Per concludere, imparare a gestire la propria reputazione on line, utilizzando a proprio vantaggio gli strumenti che il web offre, è diventata oggi una delle più importanti competenze chiave da apprendere, per poter superare con più facilità le selezioni.

Contributo a cura del Dott. Giovanni D’Amaro,
docente del Master "Gestione, Sviluppo e Amministrazione delle Risorse Umane"

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