Alma Laboris Business School - Lo sviluppo del talento dentro e fuori l'azienda

Lo sviluppo del talento dentro e fuori l'azienda

Lo sviluppo del talento dentro e fuori l'azienda

Cosa si intende per sviluppo del talento? Ci si riferisce solo a processi che avvengono all'interno di aziende o anche a percorsi individuali di consapevolezza che mirano ad un migliore posizionamento nel mondo del lavoro?

Quando si parla di politiche di sviluppo talenti, di solito si fa riferimento a processi interni messi in atto dalle aziende per valorizzare i dipendenti più meritevoli o per acquisire dall’esterno i profili più interessanti e di potenziale.

Meno frequentemente si utilizza questa espressione per indicare, invece, quel processo di analisi che ogni professionista dovrebbe fare nel caso in cui si sentisse di voler approcciare un cambiamento nella propria vita lavorativa. Un cambiamento che lo porti a sentirsi maggiormente valorizzato rispetto alla situazione contingente e che lo conduca ad un percorso di progressivo rafforzamento e consapevolezza dei propri punti di forza.

Sviluppare il talento non solo, quindi, per il consolidamento interno dell’organizzazione in cui la persona si trova ad operare, ma anche come piano personale di potenziamento che l’individuo mette in atto per valorizzare al massimo le sue aree di skills e rappresentarle al meglio al mercato, andando così ad intercettare occasioni di crescita e di costante miglioramento della propria identità professionale e delle prospettive lavorative.

Sviluppare il proprio talento attraverso un percorso di analisi delle proprie competenze non è azione semplice e immediata. Richiede momenti di brainstorming e consapevolezza del proprio vissuto, in termini sia “di fatto” che di “non fatto”, di occasioni colte che di scelte mancate, di punti di forza e di potenzialità che di aree di debolezza e di poca fattibilità dei propri obiettivi alla luce di esse. Richiede, poi, anche conoscenza delle dinamiche di mercato e degli spazi che esso offre rispetto all’obiettivo che la persona si pone e che vede maggiormente rispondente alle proprie caratteristiche.

Per questo è consigliabile che il singolo non affronti da solo tale processo, ma che si affidi a degli esperti di orientamento di carriera e di valorizzazione del capitale umano che abbiano gli strumenti per interpretare il potenziale della persona e di tradurlo in azioni concrete, fattibili e quanto più efficacemente rispondenti al fine che ci si è posti.

Lavorare da soli per se stessi, infatti, ha il rischio di portare ad un’interpretazione limitata del proprio potenziale, essendo la persona di solito incline a vedere per lo più sempre gli stessi aspetti di sé, fattore che lo frena nell’individuazione di aree di trasversalità, così come nella lettura di opportunità “altre” rispetto a quelle fino a quel momento colte.

Un occhio esterno, esperto, aiuta nella percezione più a tutto tondo di una professionalità e delle caratteristiche soft del soggetto che, se ben canalizzate, possono aprire alla persona interessanti scenari di sviluppo. Inoltre, avere un supporto in questo processo, fa sì che il professionista acquisisca gli strumenti più adeguati per rappresentare all’esterno con più efficacia il suo plusvalore. L’individuazione di tale plusvalore sarà, poi, uno dei motivi principali che porteranno una nuova realtà a decidere di investire in maniera importante su una nuova risorsa, riconoscendone le peculiarità e l’unicità.

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Dott.ssa Marilù Anaclerio
(Docente del Master Gestione, Sviluppo ed Amministrazione delle Risorse Umane)

 

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