Alma Laboris Business School - Contratti di lavoro a tempo determinato, indeterminato, a chiamata, part time

Contratti di lavoro a tempo determinato, indeterminato, a chiamata, part time

Contratti di lavoro

Esistono varie tipologie di contratti di lavoro; in questa sede si proverà ad indicarne le più comuni: contratto di lavoro a tempo determinato e indeterminato, contratto di lavoro a chiamata, contratto di lavoro part time.

Contratti di Lavoro

Lavoro subordinato, che cos’è e cosa significa questa espressione: la definizione

Tutte le tipologie di contratto sopra descritte fanno capo alla macrocategoria del rapporto di lavoro subordinato. Con questa espressione si intende un rapporto nel quale il lavoratore si impegna a cedere al proprio datore di lavoro il lavoro stesso, inteso in termini di tempo ed energie. Si tratta ovviamente di un concetto, quest’ultimo, sviluppato nel corso di centinaia di anni, nei quali, in Italia, secondo il codice del commercio il lavoro subordinato veniva visto come il “prestare le proprie energie lavorative per un determinato lasso di tempo”.

Al momento nell’ordinamento italiano non esiste una vera e propria definizione formale di lavoro, e l’articolo 2094 del codice civile si limita ad enunciare quella di prestatore di lavoro: “È prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore”. Rientrano nell’ambito del lavoro subordinato anche tutte le altre tipologie di contratto del quale parleremo in seguito.

Differenza tra contratto di lavoro a tempo determinato e a tempo indeterminato

Sia il contratto di lavoro a tempo determinato che quello a tempo indeterminato servono a stipulare delle tipologie di rapporto di lavoro subordinato. La fondamentale differenza tra queste due forme di contratto risiede nella durata del rapporto di lavoro: mentre nel contratto a tempo indeterminato non viene stabilito un termine di durata, e dunque non viene specificata una data conclusiva del rapporto di lavoro tra le parti, quest’ultima è prevista in un contratto di lavoro a tempo determinato.

La legislazione italiana ha recentemente subito alcuni cambiamenti apportati da quello che comunemente viene definito come “Decreto Dignità”, in riferimento al decreto legge 87/2018, successivamente convertito nella legge 96/2018. Una delle più rilevanti novità apportate da questo provvedimento è proprio riguardante il contratto a tempo determinato, e in particolar modo la stessa durata dei contratti.

Secondo la precedente legislazione, basata essenzialmente sul “Jobs Act”, una delle ultime riforme riguardanti il diritto del lavoro in Italia, la durata massima dei contratti a tempo determinato non poteva superare i 36 mesi. Il “Decreto Dignità” ha stabilito che tale termine debba essere fissato a 12 mesi, con alcune eccezioni per una proroga fino a un massimo di 24 mesi in caso di esigenze del datore di lavoro di sostituire un lavoratore assente, necessità di far fronte ad esigenze oggettive e temporanee che esulano l’ordinaria attività, incremento temporaneo e improvviso della normale attività del datore.

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Contratto di lavoro intermittente o a chiamata: che cos’è e come funziona

Un’altra tipologia di regolazione di un rapporto di lavoro piuttosto diffusa è quella del contratto di lavoro a chiamata, definito in maniera più precisa con il sinonimo di contratto di lavoro intermittente e chiamato anche con lo pseudoanglicismo di job on call.

Secondo l’Inps, si tratta di un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo, ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno. Si tratta dunque di un lavoro svolto saltuariamente, rispetto al quale vengono emesse fatture a fronte del compenso.

È richiesto l’obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità a seconda del fatto che il lavoratore abbia dichiarato o meno di essere vincolato alla chiamata del datore di lavoro. In questo tipo di rapporto di lavoro il datore deve rendere obbligatoriamente una comunicazione amministrativa al lavoratore; questa può essere inviata via SMS se la prestazione va espletata entro le 12 ore successive alla chiamata, o via mail ad un apposito indirizzo PEC, entro un massimo di 30 giorni.

Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato tra qualsiasi lavoratore o impresa, e utilizzato per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno. È stato introdotto in Italia dal decreto legislativo 276/2003, emanato in attuazione delle legge 30/2003.

Un contratto di lavoro a chiamata è ammesso per ciascun lavoratore e con il medesimo datore di lavoro per un periodo complessivamente non superiore alle 400 giornate nell'arco di tre anni solari, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, come stabilito dalla legge 99/2013.

Contratto di lavoro part time: verticale o orizzontale, ore di lavoro, ferie e permessi

Senza dubbio una delle tipologie di regolazione del rapporto di lavoro tipiche della nostra epoca è il contratto di lavoro part time. Esso è un tipo di lavoro subordinato caratterizzato dal fatto che l’orario di lavoro settimanale svolto, generalmente di 40 ore, venga ridotto. Per questo motivo si usa l’espressione di ‘lavoro part time’, in contrapposizione al ‘lavoro full time’, nel quale appunto l’orario segue le canoniche 40 ore di lavoro a settimana.

La sua caratterizzazione, come detto, deriva dal fatto che non venga osservato un orario di lavoro che contempli le tradizionali 8 ore giornaliere. Ciò ha portato a distinguere in tre modelli la riduzione dell’orario. Si parla di contratto di lavoro part time di tipo orizzontale quando l’orario di lavoro è ridotto, ma il lavoratore presta il proprio lavoro per tutti i giorni lavorativi della settimana. Un contratto di lavoro part time è invece definito di tipo verticale quando il lavoratore lavora a tempo pieno, dunque osserva un orario che contempli le canoniche otto ore, ma solo in alcuni giorni della settimana, del mese, o dell'anno. Un’ulteriore distinzione in questo ambito viene dalla definizione di part time misto, qualora vengano combinate le formule di part time orizzontale e verticale.

Le ferie a cui ha diritto un lavoratore part time non differiscono molto da quelle di un lavoratore a tempo pieno. I giorni di ferie spettanti al lavoratore part time orizzontale sono esattamente gli stessi di quelli spettanti al lavoratore full time; cosa diversa è per il lavoratore part time verticale che, a causa della particolarità dell’orario di lavoro, deve calcolare i giorni di ferie in proporzione ai giorni di lavoro effettuati.

Per quanto riguarda invece i permessi, al lavoratore part time orizzontale possono essere concessi permessi brevi proporzionati alla durata della sua prestazione, mentre al lavoratore part time verticale può essere concesso un numero di ore di permesso proporzionato ai giorni di lavoro prestati nell’anno.

Come specializzarsi riguardo ai contratti di lavoro

Nel mondo del lavoro di oggi tra i vantaggi competitivi per un’azienda il capitale umano è senza dubbio tra i più importanti. Gestire al meglio le risorse umane che si ha a disposizione all’interno dell’azienda, compiere delle valutazioni sempre più efficaci, diventa un requisito indispensabile per avere successo attraverso uno sviluppo della mission aziendale e delle diverse linee di business.

È in quest’ottica che viene pensato il Master in Gestione, Sviluppo ed Amministrazione delle Risorse Umane della Business School Alma Laboris, rivolto a coloro i quali occupino già ruoli aziendali nell’ambito delle risorse umane, e a chi, più in generale, desideri accrescere le proprie competenze e conoscenze. La Faculty del Master è volutamente composta da figure la cui natura volutamente eterogenea, e trasmetterà al partecipante le nozioni teoriche necessarie, che verranno applicate a concreti casi pratici.

Uno dei moduli del programma riguarda in maniera precipua gli aspetti contrattuali nella gestione del rapporto lavorativo. In esso verranno illustrate le conoscenze necessarie per quanto riguarda le tipologie di contratto di lavoro, le ultime novità dal punto di vista della legislazione in materia.

La figura professionale che il Master punta a formare è quella dell’Esperto in Risorse Umane, altamente qualificata nella misurazione del rendimento e del grado di soddisfazione dei lavoratori, le cui skill principali richiedono nella pianificazione, nella valutazione del potenziale, nella gestione dello sviluppo della carriera del lavoratore.

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