Alma Laboris Business School - Selezione del personale: come scegliere tra due candidati simili?

Selezione del personale: come scegliere tra due candidati simili?

Selezione del personale: come scegliere tra due candidati simili?

Scrivere una job description efficace non è semplice, come non lo è nemmeno scremare tutti i candidati in base al loro curriculum vitae prima di contattare i più validi per un colloquio di lavoro. Ma come sanno bene i recruiter di professione, il lavoro di chi si occupa di ricerca e selezione del personale non è facile nemmeno dopo il colloquio conoscitivo.

 

Se è infatti vero che talvolta, dopo un’intervista di lavoro a 10 candidati, tutti i dubbi vengono eliminati e risulta palese qual è il professionista migliore, è altrettanto vero che altre volte è difficile individuare quello che è davvero il candidato più adatto per l’inserimento in azienda. La situazione più delicata è quella in cui, al termine dell’iter di selezione, ci si ritrova con due candidati ugualmente validi: come scegliere tra i due? Questo dilemma può mandare in crisi un imprenditore meticoloso o anche un recruiter non troppo esperto. Una situazione simile, però, fa parte della routine quotidiana delle società di selezione del personale: in questi casi, infatti, è normale ritrovarsi a esaminare professionisti altamente competenti e capaci e ugualmente papabili.

I cacciatori di teste e i recruiter delle migliori società di selezione del personale, però, hanno sviluppato nel tempo una serie di tecniche molto utili per capire come individuare il candidato più idoneo in base alle esigenze dell’azienda cliente. Ecco dunque alcuni consigli per troncare i tentennamenti al momento della scelta tra due professionisti altamente qualificati e – a prima vista – ugualmente meritevoli:

 

Le società di selezione del personale non guardano solo alle competenze, ma anche alle soft skills

I cacciatori di teste più navigati lo sanno molto bene: le competenze possono essere acquisite nel tempo. Persino nel caso di un ruolo dirigenziale, infatti, si può ipotizzare un percorso di formazione per adattare nel migliore dei modi il neo-assunto alla nuova azienda. Se però le competenze possono arrivare dopo, questo non vale per le soft skills, ovvero per le competenze trasversali, come per esempio il lavoro di squadra, la leadership, il problem solving e l’efficacia relazionale. Un dirigente deve infatti essere anche un leader, e deve essere in grado di relazionarsi nel modo giusto con i suoi sottoposti e con i suoi colleghi. Per questo le società di selezione del personale sanno che, se durante un colloquio un candidato fatica a guardare negli occhi l’intervistatore, molto probabilmente quel candidato non è la scelta giusta per un ruolo dirigenziale. Questi piccoli particolari possono dire molto sulle soft skills di un professionista, e quindi possono semplificare e rendere veloce la scelta tra due candidati.

 

Il candidato con la mente più aperta

Selezionare un dirigente significa impostare la linea di sviluppo di un’azienda. Tra due candidati simili e parimenti competenti, dunque, una società di selezione del personale dovrà prediligere la persona con la mente più aperta, capace cioè di dare il meglio non solo oggi, ma anche domani, affrontando di volta in volta le nuove sfide, le nuove tendenze e gli inevitabili cambiamenti del settore. Nel caso dei dirigenti – ma non solo – è dunque necessario selezionare il candidato che si mostra più propenso ad imparare: la curiosità e l’intraprendenza, infatti, possono fare la differenza. Anche in un processo di ricerca e selezione del personale.

Premiare l’eterogeneità

Assumere un nuovo dirigente vuol dire anche portare una boccata di aria fresca all’interno di un’azienda. Le società di selezione del personale più lungimiranti, al momento della scelta tra due candidati di tutto rispetto, tendono dunque a premiare il candidato capace di dare qualcosa di più e di diverso all’azienda, anche in termini di atteggiamento. Si pensi per esempio ad un’azienda impegnata nello sviluppo di gestionali informatici: la maggior parte del personale sarà dunque composta da persone meticolose, rigide e impostate. Tra un candidato corrispondente alla descrizione del team già presente e un altro professionista più dinamico si dovrebbe dunque pensare di scegliere il secondo – a patto che la differenza di atteggiamento non sia tale da pregiudicare l’effettiva collaborazione o subordinazione successiva. Come dimostrano da tempo gli studi del settore, infatti, gli ambienti lavorativi più eterogenei sono anche i più stimolanti, e quindi i più produttivi. Nella scelta del candidato giusto, dunque, è sempre meglio scegliere quello che manca, e non quello che si ha già.

 

Domande specifiche per capire la personalità del candidato

Per capire quale dei due candidati è da preferire può essere utile andare più in profondità con le domande, durante il primo oppure il secondo colloquio. Come sanno bene i recruiter delle società di selezione del personale, i quesiti più importanti sono quelli che esulano dalle pure competenze professionali, andando a sondare il modo di pensare – e quindi di agire – del candidato. Perché ha lasciato o intende lasciare il lavoro precedente? Dove si vede il candidato tra 5, o tra 10 anni? Cosa lo spinge a fare proprio quel lavoro?

 

Lasciare spazio ai quesiti del candidato

Le società di selezione del personale, per loro natura, si ritrovano ad analizzare dei professionisti che, oltre a rispondere ai quesiti del recruiter, pongono altre domande sull’azienda che li potrebbe attendere. Questo, per un selezionatore, è certamente un bene: da quelle domande si potrà infatti capire a cosa è interessato quel candidato, cosa ritiene importante e cosa no.

 

La presenza in rete dei candidati

Non solo i curricula, non solo le referenze, non solo il colloquio di lavoro: ad aiutare i recruiter nella scelta del miglior candidato c’è anche la rete, o meglio, i social network. Analizzare con cura la presenza online dei candidati può infatti aiutare a selezionare con maggiore certezza il migliore tra due professionisti, in base al suo comportamento e alle sue esternazioni, le quali possono dire molto in merito alla sua compatibilità con la cultura aziendale e con il modo di pensare dei suoi futuri colleghi.

 

Premiare l’entusiasmo

Ogni azienda ha bisogno di lavoratori entusiasti. Per questo, tra i due candidati, è sempre meglio scegliere quello che si è mostrato più felice all’idea di poter lavorare nella nuova azienda: quel candidato, infatti, porterà con sé più energia.

 

Fonte: Adami & Associati

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