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Energia mareomotrice, cos'è e come funziona

Una delle fonti di energia alternativa e rinnovabile che stanno segnando una vera tendenza in Italia e nel mondo è l’energia mareomotrice, un’espressione con cui si indica la creazione di energia mediante il naturale movimento dell’acqua e altri fenomeni legati alla presenza delle maree. Come funziona una centrale ad energia marina che sfrutta questa fonte di energia? Ecco i vantaggi e gli svantaggi che la comunità scientifica e il mercato energetico prospettano.

Cos’è l’energia mareomotrice: definizione e significato

Lo sfruttamento delle risorse naturalmente rinnovabili, e che dunque non vanno incontro a un esaurimento su una scala temporale umana, è una delle opportunità più grandi che abbiamo per far sì che l’impatto ambientale delle nostre azioni venga ridotto, e che il pianeta in cui viviamo possa essere coinvolto nella nostra ricerca di fonti di energia nel modo più neutrale possibile. In questo scenario, molto importante è il ruolo dell’energia mareomotrice, una vera possibilità per produrre energia pulita.

Una definizione puntuale e corretta descrive l’energia mareomotrice come la creazione di energia mediante i naturali movimenti dell’acqua generati dalle maree. Queste ultime rappresentano un fenomeno che provoca l'innalzamento e l'abbassamento ritmico del livello del mare, completamente naturale: si tratta, infatti, di una conseguenza della combinazione dell’attrazione gravitazionale che la luna e il sole esercitano.

Il fatto che l’acqua marina innalzi e abbassi il suo livello provoca un movimento, che in alcune zone del mondo può raggiungere livelli elevati, un fattore interessante da sfruttare per produrre energia.

Energia mareomotrice, come funziona una centrale

Come funziona una centrale che produce energia mareomotrice? Il meccanismo che sta alla base di questo genere di impianto prevede che il flusso dell’acqua la conduca verso e da un bacino, piuttosto vasto, in cui si raccoglie e passa attraverso dei tunnel. Il luogo in cui avviene ciò può essere creato sfruttando la natura e la conformazione del terreno, così come può essere generato in maniera del tutto artificiale.

Lo scorrimento dell’acqua all’interno delle condutture le permette di acquisire una certa velocità, in cui sono presenti delle turbine, le quali sono collegate ai generatori elettrici. Le turbine vengono messe in moto dall’acqua, il cui passaggio provoca la trasformazione dell’energia mareomotrice in energia meccanica. Sarà un generatore, in ultima analisi, a provvedere alla sua trasformazione in energia elettrica.

L’intero sistema dell’energia mareomotrice, come detto, si basa sullo spostamento dell’acqua provocato dalle maree. Ebbene, solo con un’alta marea l’acqua riesce a fluire nel bacino, mettendo in funzione il meccanismo. La bassa marea, invece, le permette di defluire verso il mare aperto. energia mareomotrice

Energia mareomotrice, vantaggi e svantaggi di questa fonte sostenibile

L’utilizzo di energia mareomotrice presenta – come del resto per tutte le altre fonti di energia – vantaggi e svantaggi. Parliamo, come già detto, di una fonte di energia completamente rinnovabile, dunque sostenibile.

Il suo vantaggio più grande, probabilmente, è proprio costituito dal fatto che la sua natura prevede che possa essere rinnovata continuamente e senza l’apporto dell’uomo. Il fatto che la sua generazione si basi sullo sfruttamento dell’energia cinetica generata dallo spostamento delle acque grazie alle maree fa sì che questa non necessiti poiché le maree sono totalmente prevedibili, tanto che è possibile produrre energia elettrica in modo affidabile.

Nonostante questo enorme plus, ci sono da considerare anche alcuni svantaggi, principalmente legati al rapporto tra i costi che servono per costruire una centrale ad energia mareomotrice e i benefici ricavati, dal punto di vista economico.

Inoltre, il legame che questo modo di produrre energia ha con le maree costringe a sottostare a un fenomeno che avviene con cadenze regolari, senza una continuità. Anche il fatto che solo in poche zone al mondo si registra un dislivello di acqua sufficiente a far funzionare le centrali mareomotrici fa sì che questa forma di energia rimanga una prospettiva inattuabile in alcuni posti del mondo.

Energia mareomotrice in Italia, prospettive e opportunità sul suo utilizzo

Utilizzare l’energia mareomotrice in Italia, a un primo sguardo, potrebbe essere una prospettiva davvero interessante. Il nostro Paese, infatti, possiede circa 8mila km di coste, un dato che potrebbe consacrarla come uno dei leader per la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di nuove tecnologie marine.

Tuttavia, il fatto che il Mar Mediterraneo, che bagna le nostre coste, non possegga un dislivello mareale di grande entità, fa sì che il potenziale energetico generato dal movimento delle maree sia piuttosto basso, proprio a causa del fatto che il moto ondoso può non essere sufficiente a generare energia.

Qual è dunque la speranza per vedere l’energia mareomotrice in Italia? Come sempre, sta nella ricerca: l’assidua attività degli studiosi sta contribuendo a rendere possibile lo sfruttamento energetico da fonti marine in Mediterraneo grazie allo sviluppo di nuove tecnologie mirate.

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