Spread, perché scende grazie all'effetto Draghi e cosa risparmia l’Italia

Spread, perché scende grazie all'effetto Draghi e cosa risparmia l’Italia

Una delle notizie che maggiormente hanno sorpreso (o forse no?) con il progressivo insediamento del professor Mario Draghi alla presidenza del Consiglio italiana, è stato il calo dello spread, in netta discesa con l’avvicinarsi dell’inizio dell’esperienza di governo dell’ex presidente della Banca Centrale Europea.

Ma quali sono le motivazioni di questo repentino, quanto atteso calo del differenziale?

Spread Calato Con Draghi

Perché lo spread scende con Mario Draghi premier: motivazioni del calo

Differenza tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi, lo spread è sempre stato – e continua ad esserlo – un vero e proprio spauracchio per quanto riguarda lo stato in cui la nostra economia e le finanze del nostro Paese versano, oramai da diversi anni. Le ultime vicende di governo, che vedono Draghi accingersi a formare il nuovo esecutivo, hanno portato con sé una discesa del valore, fino a lambire i livelli minimi dal 2015. Era da quell’anno, infatti, che non raggiungeva 88,6 punti, un rendimento davvero eccezionale.

Ma perché avviene la discesa dello spread grazie a Mario Draghi, e al suo incarico a formare il nuovo governo? Tutto parte da una supposizione dei mercati: che i fondi che l’Unione Europea destina al nostro Paese vengano utilizzati dal futuro premier in modo corretto, e che lo stesso valga per l’attingimento da parte del Governo Draghi alle risorse nazionali per uscire dalla crisi.

Questo perché lo spread si evolve in base ai movimenti di acquisto e di vendita delle cosiddette obbligazioni secondarie, e si alza e si abbassa in maniera inversamente proporzionale alla presunta affidabilità di quel Paese di assolvere le obbligazioni. In altre parole, secondo i mercati, con Draghi al Governo la gestione delle finanze del Paese dovrebbe essere ottimale, tanto da allinearci sempre di più all’amministrazione finanziaria tedesca.

Spread in calo con Mario Draghi, cosa risparmia l’Italia

Con lo spread in calo in queste modalità, i più ottimisti pensano che, da un valore di 90 a cui ci attestiamo adesso, potremmo giungere fino a quota 70, un livello che consentirebbe ai Btp di riallinearsi ai Bonos spagnoli e all'Italia di risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro all'anno in spesa di servizio al debito.

Lo ha spiegato Andrea Delitala, analista di Pictet Asset Management, all’agenzia di stampa Agi: “Un ulteriore restringimento dello spread di circa 50 punti base, vale ogni anno, un ulteriore risparmio quantificabile in circa 1,5 miliardi di euro". Gli fa eco alla stessa agenzia, Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm: “Nel lungo periodo, se davvero l’Italia dovesse risollevarsi dalla stagnazione dell’ultimo decennio e ridurre il proprio livello di indebitamento, in uno scenario estremamente ottimistico, lo spread potrebbe tornare a livelli pre 2008”.

 

 

 

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