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Uniemens: cos’è, come si fa invio a Inps, calcolo settimane utili

Uniemens: cos’è, come si fa invio a Inps, calcolo settimane utili

Tutto ciò che occorre sapere sulla denuncia mensile obbligatoria per i datori di lavoro, e su come si fa a inoltrarla in modo corretto

 

Il sistema che consente e obbliga i datori di lavoro di inviare una denuncia mensile all’Inps compie dieci anni. Dal 2010, infatti, è obbligatorio attenersi a Uniemens, misura che lo Stato italiano ha pensato per la trasmissione di dati relativi alla retribuzione e alla contribuzione dei lavoratori. Ecco che cos’è questo sistema, e come si fa l’invio all’Inps dei documenti, che devono indicare in maniera corretta le settimane utili in caso di part-time.

Che cos’è Uniemens? Tutto ciò che c’è da sapere

Un vero e proprio progetto, nato con l’obiettivo precipuo da parte del nostro Paese di effettuare una decisa semplificazione per quanto riguarda il flusso di dati retributivi e contributivi relativi ai lavoratori del settore privato. Uniemens è la risposta a un’esigenza di snellimento normativo che l’Italia presentava nel 2010. È questo, infatti, l’anno in cui la redazione e l’invio di questi documenti sono diventate pratiche obbligatorie.

Che cos’è? Si tratta di una denuncia mensile che contiene le notizie che le aziende datrici di lavoro sono tenute a fornire riguardo i propri dipendenti. In particolare, è la loro retribuzione, ma anche la loro contribuzione, che prettamente interessa l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Questo sistema di inoltro costituisce un flusso informativo dalle imprese allo Stato, per verificare la congruità delle azioni che normalmente svolge l’azienda.

Uniemens Inps, la storia di questo progetto

UniemensUniemens, come detto, nasce ‘solo’ nel 2010. Prima, infatti, queste informazioni venivano regolate a livello normativo da due dichiarazioni obbligatorie: il modello DM10/2, che conteneva la comunicazione dei dati contributivi in forma aggregata (cioè con riferimento al complesso dei lavoratori presenti in azienda, distinto per categorie ed espresso in forma numerica); il modello EMENS, che invece conteneva la comunicazione dei dati retributivi riferiti al singolo lavoratore, in forma individuale e nominale.

Ad oggi, esistono Uniemens aggregato, che contiene le dichiarazioni del modello DM10/2, e Uniemens individuale, che invece continue le informazioni precedentemente espresse con il modello EMENS. Come detto, è obbligatorio per i datori di lavoro, che non possono commettere omessa o ritardata comunicazione. Non ottemperare agli obblighi indicati dalla legge costituisce reato di omissione contributiva o evasione contributiva.  

L’obiettivo di Uniemens è quello di ridurre le informazioni, eliminando la duplicazione dei dati presenti nei due flussi; semplificarle, utilizzando i dati elementari individuali presenti nelle procedure paghe; eliminando a necessità di verifiche di congruità tra i dati retributivi e i dati contributivi; semplificando le procedure aziendali.

Inps Uniemens: come funziona il sistema? L’ente ha realizzato un software

Gli enti pubblici e le amministrazioni sono tenuti a compilare inoltre la Denuncia Mensile Analitica (DMA) per comunicare all’Istituto tutte le informazioni legate alla contribuzione versata e all’aggiornamento della posizione assicurativa dei propri lavoratori iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici. Dal 1° novembre 2012, anche questo servizio è incluso in Uniemens.

Ma come funziona Uniemens? A tal proposito, l’Inps agevola coloro i quali sono tenuti per legge a trasmettere le informazioni del sistema, tramite ausili per quanto riguarda la compilazione del modello. È infatti disponibile online un software online, che deve essere scaricato e installato su un device. L’applicazione, di semplice utilizzo, consente di monitorare ogni passaggio della procedura e di segnalare eventuali errori. Anche le istruzioni per l’invio di Uniemens sono disponibili in Rete,

Invio Uniemens, come fare il calcolo delle settimane utili

I lavoratori che hanno un contratto part-time, e che dunque non svolgono un’attività lavorativa a tempo pieno, sono sottoposti al calcolo delle settimane utili, affinché avvenga un invio corretto del modello Uniemens relativo alla loro situazione. Per i lavoratori a tempo parziale e per i lavoratori “intermittenti”, va indicato il numero delle settimane utili ai fini della misura delle prestazioni pensionistiche determinate.

Come si effettua il calcolo delle settimane utili? Stando a quanto riporta il portale dell’Inps, va effettuata la divisione del numero di ore complessivamente retribuite nel mese per l’orario contrattuale settimanale del corrispettivo lavoratore a tempo pieno. Questo valore va espresso in centesimi: dunque, una settimana corrisponderà a ‘100’, e deve essere compreso tra 0 e 460.

 

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