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Mondo del Lavoro: cresce la domanda di Export Manager nel settore alimentare

La richiesta di questa figura è aumentata del 22% nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

 

Cresce l'esportazione italiana nel settore food e di conseguenza aumenta la richiesta di export manager nel comparto alimentare (+22% nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016). Lo rivela un'analisi di Gustorotondo, marchio attivo nell'export di prodotti enogastronomici.

 

Commercio Estero e Internazionalizzazione delle Imprese: I dati Istat.

Nel 2016, in un contesto mondiale in cui gli scambi di beni sono in diminuzione rispetto al 2015 (-3,2 per cento), l’Italia registra un aumento nel valore in euro delle esportazioni (+1,2 per cento), accompagnato da una riduzione delle importazioni (-1,3 per cento). Queste dinamiche determinano un ampliamento dell’avanzo commerciale del nostro Paese (+9,7 miliardi di euro rispetto al 2015). La quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci, misurata in dollari, risulta pari al 2,94 per cento, in crescita rispetto al 2015 (2,82 per cento).

Le aree geografiche che hanno contribuito maggiormente al saldo complessivo sono state l’America settentrionale (+25.238 milioni di euro) e i Paesi Ue (+11.630 milioni). Germania e Francia si confermano i principali mercati di sbocco delle esportazioni nazionali.

 

Grafico esportazioni regioni italia

 

Le nostre esportazioni provengono per il 71,9 per cento dalle regioni del Nord e solo per il 10,3 per cento dal Mezzogiorno. Nel 2016 gli operatori all’esportazione sono circa 216 mila, in lieve crescita rispetto al 2015 (+0,3 per cento). Fra loro si conferma la prevalenza di microesportatori (unità con un fatturato annuo all’export non superiore a 75 mila euro) che costituiscono il 62,6 per cento del totale, ma che contribuiscono al valore complessivo delle esportazioni nazionali solo per lo 0,5 per cento. Nel 2014, le imprese a controllo nazionale residenti all’estero sono 22.338; al netto dei servizi finanziari impiegano un numero di addetti che equivale al 10,4 per cento del totale degli addetti residenti in Italia e realizzano un fatturato che corrisponde al 15,2 per cento del fatturato nazionale. Nello stesso anno in Italia risultano residenti 13.569 imprese a controllo estero che impiegano il 7,6 per cento degli addetti nazionali dell’industria e dei servizi e creano il 17,8 per cento del fatturato e il 14,1 per cento del valore aggiunto. Rilevante è l’apporto del capitale estero per la spesa in R&S (23,9 per cento).

 

L’Export Manager

L'Export Manager infatti è una delle figure più richieste all’interno della divisione sales & marketing e più strategiche per aggredire i mercati di Paesi emergenti. Si occupa di organizzare l'azione promozionale e di vendita all'estero, anche mediante e-commerce, di sfruttare l'azione di sostegno all'esportazione svolta dai vari enti pubblici e talvolta di organizzare consorzi di esportatori.

 

«L’export manager deve saper effettuare una ricerca sulle possibilità di vendita dei beni di consumo ed industriali nei mercati esteri - spiega Giovanni de Simone, amministratore delegato di Gustorotondo -. Inoltre, questo profilo deve saper segmentare i mercati e posizionarvi i prodotti, definire la strategia di marketing internazionale. Deve saper scegliere un partner estero e negoziare all'estero, essere in grado di redigere un contratto di rappresentanza, organizzare una filiale all'estero. Occorre saper affrontare i trasferimenti di know how e le joint venture, essere in grado di predisporre un piano di vendita all'estero e definire un budget di spesa, saper predisporre il pricing e il listino export, insieme alle diverse forme di pagamento. È una figura che deve dunque saper penetrare i mercati esteri con una conoscenza dei Paesi in cui si vuole operare, ma deve anche possedere una serie di metodologie e di tecniche in termini di marketing e di attività commerciale e confrontarsi oggi con l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Le competenze richieste infine sono: dimestichezza nel commerciale in generale e capacità relazionali che sono una componente caratteriale imprescindibile per questa tipologia di attività. Il processo di internazionalizzazione delle grandi imprese ha avuto una tale accelerazione a seguito del processo di globalizzazione al punto da aver portato le aziende, anche quelle medio-piccole, a ricercare tale figura».

 

 

 


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