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Zoom e privacy, alcuni consigli per videoconferenze di lavoro in sicurezza

Zoom e privacy, alcuni consigli per videoconferenze di lavoro in sicurezza

Il popolare software, sempre più utilizzato nei meeting aziendali, può presentare alcuni rischi per la tutela dei propri dati e di alcune informazioni personali. Ecco come usarlo al meglio

 

La distanza sociale alla quale nelle ultime settimane tutti siamo stati sottoposti ha comportato la nascita di nuove esigenze, come quella di incontrarsi, in occasioni di lavoro (ma anche di svago), in una videoconferenza. Si tratta di una modalità sempre più utilizzata per cercare di creare, seppur virtualmente, il contatto visivo necessario durante le riunioni che normalmente si sarebbero svolte in ufficio.

Tra i software più utilizzati in tal senso vi è senza dubbio Zoom, un programma che permette di creare dei meeting professionali, con un’efficacia davvero significativa. Tuttavia, questa scelta comporta alcuni rischi per la protezione dei propri dati personali tutt’altro che da sottovalutare. Ad esempio, il crescente fenomeno dello Zoom Bombing, un’eventualità per cui persone non autorizzate riescano ad entrare in videochat senza averne alcun permesso.

Come fare per utilizzare Zoom in sicurezza? Nonostante alcune falle del programma rimangano, esistono alcuni generali consigli da seguire, applicabili per l’utilizzo di tutti i software di questo genere, che mirano a proteggere la privacy dell’utente e a tutelarne i dati personali.

Il primo suggerimento, di carattere generale, è quello di impostare delle credenziali sicure. Ciò significa che è consigliabile utilizzare un indirizzo email che normalmente si usa solo per ragioni di lavoro. Ciò al fine di impedire ad eventuali hacker di avere accesso a dati personali. Allo username va abbinata una password sicura, ossia lunga più di otto caratteri, con lettere maiuscole, minuscole, numeri, ma anche caratteri speciali.

Veniamo adesso alle specifiche di questo software. Zoom presenta l’opzione di creare una sala d’attesa: si tratta di una impostazione che fa attendere i partecipanti in una stanza virtuale fino a quando l'ospitante, ossia l’host del meeting, non approva ognuno di essi. Questo permette di controllare chi partecipa alla riunione, e di impedire eventuali accessi sgraditi.

Ah: mai condividere sui social network screen e informazioni provenienti dalla videochiamata. Qualcuno potrebbe acquisire qualche codice, o comunque info utili della tua azienda. Inoltre, non fidarsi troppo di alcuna crittografia: consiglio aureo è quello di riflettere su ciò che le persone possono vedere o ascoltare. Attenzione anche alla condivisione dello schermo, che potrebbe mostrare l’utilizzo, sul proprio computer, di funzionalità non professionali, o comunque non legate al lavoro. E occhio al microfono: l’illusione di non avere nessuno di fronte potrebbe portare a un rilassamento, e a commenti poco pertinenti!

 

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