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Decreto Semplicifazioni: Stretta in Arrivo sull'Equo Compenso

L'emendamento al decreto Semplificazioni contro la prassi dei bandi istituiti con compensi irrisori e per vietare gli affidamenti di incarichi professionali delle pubbliche amministrazioni senza previsione di un equo compenso.

 

Evitare diffusione ed utilizzo della prassi diffusa dei bandi istituiti con compensi irrisori e vietare gli affidamenti di incarichi professionali delle pubbliche amministrazioni senza previsione di un equo compenso per l'affidatario. Queste le norme contro i furbetti dell'equo compenso, contenute in un emendamento al decreto Semplificazioni. L'emendamento, che ha riscosso il primo ok da parte del governo, è stato presentato dal Movimento 5 stelle, firmatari il capogruppo in commissione lavori pubblici Santilli ed alcuni colleghi.

 

Equo compenso

Secondo l'emendamento «le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi professionali, né affidare opere pubbliche nell'ambito delle quali siano previsti incarichi professionali, il cui compenso pattuito non sia proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto», pena la nullità del contratto.

Oggetto dell'emendamento gli affidamenti di incarichi professionali (compresi gli avvocati) e gli incarichi di servizi professionali inerenti la realizzazione di opere pubbliche. Anche se, in questo caso, c'era la previsione del codice dei contratti pubblici le cui norme vincolano le stazioni appaltanti ad applicare il decreto sui compensi e vietano l'applicazione di rimborsi irrisori o l'uso delle sponsorizzazioni per non remunerare l'attività professionale. Tuttavia il Consiglio di Stato aveva ammesso una serie di bandi con compensi irrisori dando valore alle utilità «di immagine» per il professionista affidatario, anche se la giurisprudenza di merito aveva invece preso decisioni opposte.

È stabilito inoltre che il compenso della prestazione professionale deve anche tener conto «dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi», in questo modo recependo una delle istanze avanzate da Confprofessioni nel corso dell'audizione parlamentare sul decreto semplificazioni dello scorso 8 gennaio. Considerati i temi trattati dalla proposta potrebbe esserci un accordo tra forze politiche contrapposte, comunque se ne discuterà da domani nelle commissioni affari costituzionali e lavori pubblici del Senato.

 

 


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