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Samsung, risarcimento salatissimo a Apple: 539 milioni di dollari

Una battaglia legale che andava ben al di là dei soldi: Samsung può pagare la sanzione con due settimane di profitti della divisione mobile. Viene definitivamente affermata, però, la rilevanza del design di un prodotto.

 

Un disegno su carta, renderizzato al computer. Documentato, brevettato e archiviato. È costato 539 milioni di dollari. La battaglia legale fra Samsung e Apple ha aggiunto un altro tassello: la quantificazione dei danni di violazione ai brevetti della casa di Cupertino che, questa volta definitivamente, la società sudcoreana deve pagare.

 

Samsung contro Apple: la prima prova

Il primo processo si è svolto nel 2012 ed è stato deciso a favore di Apple, con la corte che ha rilevato che Samsung aveva violato i brevetti di Apple "Effetto Bounce-Back", "Tap to Zoom" e altri. Samsung chiedeva di pagare 28 milioni di dollari asserendo che i danni per la violazione dei brevetti dovevano essere calcolati in modo parziale, sui componenti coinvolti. Apple voleva invece un miliardo, evidenziando che senza i brevetti che il concorrente ha violato non avrebbe realizzato interamente i suoi smartphone Galaxy e quindi l'importo dei danni sarebbe stato da calcolare sul 100% del valore di mercato di quei dispositivi. Apple e Samsung sembravano raggiungere un accordo nel 2015, riducendo l'importo a $548 milioni, anche se il caso è continuato attraverso gli appelli. Nel momento in cui l'accordo è stato raggiunto, nessuno dei 16 prodotti indicati come violatori era più sul mercato.

 

"Articolo di produzione"

Alla fine del 2016, il caso ha raggiunto la Corte Suprema degli Stati Uniti. Alla fine di dicembre 2017, la corte si è schierata all'unanimità con Samsung, affermando che i brevetti sul design coprono solo i singoli componenti dello smartphone, piuttosto che il telefono stesso. La sentenza della Corte Suprema non significava che fosse finita.

È stato, infatti, rinviato in una corte inferiore per una re-determinazione dei danni, e questo ci porta al giorno d’oggi. Durante il processo, Samsung non smentirà che l’intero smartphone è l '"articolo di produzione". Invece, Apple ha il "peso della persuasione" per identificare come i brevetti violati si applichino all'intero prodotto.

L'ultima sentenza ha stabilito una via di mezzo, che chiaramente fa più felice l'azienda californiana che il gigante asiatico. Ci dà anche, però, un'indicazione importante circa il valore dei brevetti sul design.

"Crediamo fortemente nel valore del design - ha commentato Apple - e i nostri team lavorano senza sosta per creare prodotti innovativi che delizino i nostri clienti".

"La decisione di oggi - ha detto Samsung - viene sbattuta in faccia alla sentenza unanime in favore di Samsung della Corte Suprema sulla vastità dei danni riguardo ai brevetti sul design". Nel 2016, infatti, era stato stabilito che i danni dovessero essere calcolati soltanto in modo parziale; insomma dava ragione a Samsung. Sentenze precedenti avevano calcolato tale ammontare in 399 milioni di dollari.

Apple ha poi portato il caso davanti al giudice distrettuale della California, che ha ribaltato di nuovo la questione: di fatto, quindi, la sentenza più recente ha aggiunto 140 milioni di dollari da far pagare a Samsung.

"Considereremo tutte le opzioni - prosegue il gigante asiatico - per ottenere un risultato che non ostacoli la creatività e l'onesta concorrenza per tutte le aziende e i consumatori".

Il caso però non riguarda tanto i soldi. Come fa notare Bloomberg, per pagare i danni ad Apple la divisione mobile di Samsung impiegherà soltanto due settimane considerato che nell'ultimo trimestre fiscale ha generato profitti pari a 38,9 milioni di dollari al giorno.

Ciò per cui l'azienda sudcoreana stava dibattendo era il principio legato all'importanza del design e dei brevetti legati a esso. La sentenza favorevole ad Apple, per questo, è estremamente importante.

 

 


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