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Talento, significato e definizione

Riconoscere il proprio talento per permettere che anche gli atri lo riconoscano. Quando si parla di talento si pensa sempre ad un qualcosa di difficile da raggiungere, da mettere a fuoco. Spesso si crede a torto, che il talento sia solo quello degli artisti, dei calciatori, di coloro che raggiungono risultati eccezionali conclamati. In realtà, il talento di una persona dipende da moltissimi fattori diversi fra loro ma strettamente collegati.

 

Se credo di poterlo fare, acquisirò sicuramente la capacità di farlo, anche se all’inizio non dovessi averla.

(Mahatma Gandhi)

 

Il talento è una fonte da cui sgorga acqua sempre nuova. Ma questa fonte perde ogni valore se non se ne fa il giusto uso.

(Ludwig Wittgenstein)

 

Migliorare sé stessi per crescere professionalmente attraverso lo Sviluppo, la Consapevolezza e la Competenza, sono le tre parole chiave per scoprire il proprio talento.

Prendere coscienza delle proprie potenzialità ancora inespresse fornisce l’opportunità di orientarsi nel mondo del lavoro in maniera consapevole per poter intraprendere percorsi professionali coerenti, prima di tutto, con le proprie inclinazioni personali e poi con le reali esigenze del mercato del lavoro.

 

Riconoscere il proprio talento

La difficoltà principale sta nell’identificazione delle proprie competenze e dei propri bisogni (self employability) per creare un piano di sviluppo personale e professionale efficace. Per scoprire i propri talenti bisogna partire dalla scoperta di se stessi, è da lì che parte tutto.

  • Acquisire conoscenze sugli strumenti e i metodi per fare un bilancio delle proprie competenze, definire una visione e creare un piano personale di sviluppo;
  • Sviluppare un approccio costruttivo focalizzato al miglioramento delle proprie competenze;
  • Sviluppare la capacità di identificare i propri bisogni di sviluppo professionale e lavorare per raggiungerli in autonomia.

 

In sostanza l’obiettivo è avere a disposizione un set di strumenti e metodi  per fare un bilancio delle competenze personali e professionali utili per il raggiungimento dei propri obiettivi.

 

Attenzione però, non illudiamoci che basti trovare cosa ci piace per trovare il nostro talento.

Il talento va:

  1. Allenato. Il talento come abiltà, è insieme predisposizione e volontà, libertà (di realizzarsi) e responsabilità, far sì che diventi uno stimolo per sviluppare un atteggiamento da "imprenditori di se stessi". Per fare questo serve tempo e dedizione.
  2. Non ignorato, le persone si affacciano al mondo del lavoro con false convinzioni. Ci innamoriamo spesso delle "etichette", scegliamo un lavoro per quello che crediamo rappresenti e senza tener conto delle nostre propensioni personali. Ci facciamo, insomma, influenzare dal contesto.
  3. Va stimolato, anche se le condizioni sembrano avverse, dobbiamo coltivare il nostro potenziale. Non dobbiamo subire le scelte, ma essere consapevoli che abbiamo il potere di agire: possiamo e dobbiamo costruire le condizione per accogliere e cogliere nuove opportunità.

 

Riconoscere le proprie motivazioni per concentrare le energie, gestire le emozioni e non sprecare energia.

Dott.ssa Roberta Apperti

(Docente del Master Gestione, Sviluppo ed Amministrazione delle Risorse Umane)

 

 


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