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I Consulenti del Lavoro abilitati a gestire la crisi d’impresa

La professione sarà abilitata a gestire la crisi d'impresa, è quanto annunciato dal Premier Conte durante gli stati generali della categoria.

 

Con gli “Stati generali dei consulenti del lavoro”, l’11 gennaio scorso il Consiglio nazionale dell’ordine ha celebrato, presso il palazzo dei congressi di Roma, il quarantennale della legge n.12 del 1979, istitutiva della professione. Un traguardo importante, che ha dato risalto al lungo cammino compiuto in questi anni, al senso di responsabilità che ha contraddistinto importanti scelte di campo e a quella funzione sociale, insita nel nome, che i consulenti del lavoro quotidianamente svolgono nei confronti dello stato, delle imprese e dei lavoratori. Una giornata piena di emozioni, riconoscimenti, ma anche di riflessioni sui nuovi percorsi da intraprendere, alla ricerca sempre di nuove sfide da vincere e di nuove competenze da aggiungere ad un bagaglio professionale già corposo.

“Noi abbiamo le radici ben piantate nella nostra storia, la nostra attività ancorata nel presente, ma lo sguardo rivolto al futuro”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, Marina Calderone, nella sua relazione introduttiva.

“La nostra categoria non è mai sazia di sapere e di conoscenze ed è sempre pronta a dare il suo contributo per salvaguardare la forza lavoro nelle aziende e far crescere il mondo produttivo e il paese”, ha aggiunto.

I Consulenti del Lavoroo annoverati nell'albo dei curatori fallimentari

L’ultimo riconoscimento professionale, annunciato agli stati generali dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ne è dimostrazione. Con l’approvazione, infatti, del decreto legislativo di riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza, i consulenti del lavoro potranno essere annoverati nell’albo dei curatori fallimentari. “Il lavoro”, ha sottolineato il premier nel suo intervento, “è una delle voci di costo più importanti nel bilancio delle imprese; per questo e altri motivi il consulente del lavoro ha tutte le competenze per poter gestire le crisi aziendali”. Un’attribuzione importante, che tiene conto del parere favorevole espresso dalla commissione giustizia del Senato sull’atto di governo, per quegli oltre 26mila iscritti che oggi conoscono appieno tutte le problematiche aziendali, assistendo più di 1,5 milioni di piccole imprese e avendo in delega quasi 8 milioni di rapporti di lavoro.

Consulenti del lavoro: competenze

L’anniversario della legge professionale ha, quindi, restituito l’immagine di una categoria che ha saputo crescere restando unita, ma anche trasformarsi e rafforzarsi nel tempo per rispondere in modo adeguato all’evoluzione del sistema normativo e alle esigenze delle imprese, sempre più bisognose di professionisti capaci di individuare percorsi di riforma e di semplificazione nella complessa gestione degli adempimenti che ruotano intorno ad esse. Come, ad esempio, la richiesta, avanzata dal Consiglio nazionale, per la modifica della normativa sul documento unico di regolarità contributiva, che troverà realizzazione in un prossimo provvedimento, così come annunciato dal ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio. Dal palco del Palazzo dei congressi, il ministro ha sottolineato come i consulenti del lavoro siano “uno spaccato vincente, reale e concreto del nostro paese, che quotidianamente facilita percorsi di occupazione” e come la loro storia e la loro capacità di guardare alle nuove forme di lavoro possa essere d’esempio per indirizzare il futuro dell’Italia. In questi 40 anni la categoria si è fatta portavoce delle istanze delle imprese e dei lavoratori in difficoltà, rivestendo un vero e proprio suolo sociale, mirando alla crescita e al miglioramento del sistema-paese. Al tempo stesso ha saputo “cavalcare” il cambiamento investendo nelle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e in una formazione sempre più specialistica, che le consente oggi di vedersi riconosciute dal legislatore numerose competenze in materia lavoristica e fiscale e di continuare a promuovere il lavoro etico. Su quest’ultimo versante, determinante è l’Asse.Co, nato nel 2014 con il protocollo d’intesa siglato tra il Consiglio nazionale e il ministero del lavoro, che permette ai professionisti abilitati di asseverare la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro. Uno strumento per semplificare gli adempimenti, facilitare le verifiche preventive e promuovere la cultura della legalità.

 

 


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