La Comunicazione Efficace nel Colloquio di Lavoro

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La comunicazione nel colloquio di lavoro

Nel mercato del recruitment, quando si partecipa ad una intervista per una posizione aziendale, il selezionatore può identificare la performance come: Positiva; Negativa; Indifferente. L’obiettivo comune durante ed a seguito del colloquio è non rimanere indifferenti nei confronti del referente incontrato.

Come non restare indifferenti:

La comunicazione e l’ascolto attivo

Veicolare al meglio la comunicazione nel colloquio di lavoro è un punto cardine per raggiungere il successo. Inoltre, utilizzare la tecnica dell’ascolto attivo è di fondamentale importanza al fine di raccogliere il maggior numero di informazioni utili condivise dal selezionatore ed accompagnare la comunicazione attivamente e facilitare la comprensione di dettagli ed indicazioni.

Una buona tecnica per facilitare l’ascolto attivo durante il colloquio attraverso 4 semplici step:

  • Osservare;
  • Usare domande;
  • Riformulare;
  • Ricapitolare.

La comunicazione nel processo di selezione va allineata a seconda del contesto e della tipologia - Un colloquio di selezione in azienda o in una società di ricerca e selezione, un colloquio individuale o singolo, un test attitudinale od un’intervista con l’HR manager.

Il contenuto nella comunicazione

Nel caso di colloquio presso una società di recruitment, una buona comunicazione darà la possibilità al consulente HR di raccogliere in modo chiaro il maggior numero di competenze tecniche e soft skills utili da condividere al referente aziendale nel momento in cui saranno allineate con la job description e con le caratteristiche soft che l’azienda si aspetta di incontrare. Il ruolo delle risorse umane è di fondamentale importanza quando si tratta di valutare valori come attitudine e congruenza con i valori aziendali.

“È molto importante allineare la comunicazione al contesto motivando sempre ciò di cui si sta parlando - Risposte su aspettative o motivazione al cambiamento come “Sono alla ricerca di nuove sfide” non sono sufficienti e lasceranno al selezionatore l’indifferenza nei confronti del profilo. Il mio consiglio consiste nel contestualizzare sempre le proprie risposte. Ad esempio analizzando i driver motivazionali al cambiamento consistono una buona preparazione sull’attuale ruolo seguendo le recenti promozioni ottenute, il pacchetto retributivo, le competenze e le responsabilità.”

Andrea Policardi - Sr. Manager Michael Page

La comunicazione assertiva

Essere in grado di coadiuvare la comunicazione paraverbale al fine di aumentare la percezione positiva del selezionatore, trasmettendo fiducia e serenità oltre che competenze e soft skills. La comunicazione non verrà registrata ed il referente si ricorderà solo dei valori chiave condivisi in fase di colloquio. Continuare il colloquio di lavoro utilizzando la tecnica della comunicazione attiva enfatizzando solo le informazioni principali per la posizione senza perdere il focus dell’intervista e dei contenuti. Avere inoltre una comunicazione organizzata e coerente con il contesto aiuterà ad essere seguiti con maggiore facilità.

“Il candidato è l’attore del colloquio di lavoro. Saper modulare il proprio tono di voce per enfatizzare i punti chiave e portare ai vertici l’attenzione del selezionatore su alcuni dettagli. Anche la mimica e la postura oltre che i movimenti, se ben allineati, massimizzeranno il contenuto della comunicazione evitando così di restare indifferenti nei confronti del selezionatore. Il mio consiglio resta comunque mantenere la calma ed essere spontanei durante la comunicazione - Essere se stessi porterà al raggiungimento di grandi risultati.”

Andrea Policari - Sr. Manager Michael Page

Consigli per affrontare il colloquio di lavoro

Referenze: avere a disposizione delle buone referenze oltre ad essere sinonimo di grande professionalità, dà notevole valore aggiunto al colloquio. Più alta è la seniority del vostro referente più sarà d’impatto la referenza. Il selezionatore in 1 ora di colloquio non è in grado di valutare capacità di lavorare in team, fiducia, affidabilità etc.

Riscaldarsi: anche un buon riscaldamento, come nello sport, porterà a migliori risultati. Parlare e scaldare la voce, fare una passeggiata per concentrarsi sui punti cardine del colloquio: Percorso accademico, prima occupazione, lavoro che ha dato la svolta alla propria carriera e posizione attuale.

Puntualità: non solo intesa come puntualità oraria, oramai data per scontata per un colloquio di lavoro, ma anche come precisione sui contenuti dell’azienda e del selezionatore che incontreremo.

Discussione della retribuzione: parlare di stipendio non è mai semplice. Anche in questo ci sono 3 punti chiave da tenere in considerazione quando si intraprendo questa tematica:

  • Aspettativa: Qual è il valore di mercato del mio ruolo, allineata all’azienda per cui si effettua il colloquio di lavoro.
  • Ottimismo: Qual è la cifra che migliorerà notevolmente l’attuale retribuzione e che ci renderà veramente soddisfatti della proposta economica?
  • Valutazione: Qual è l’offerta minima che ci porterà a valutare il cambiamento di carriera?

Al termine dell’intervista è sempre importante definire insieme al selezionatore i prossimi step del processo di selezione.

 

Fonte: Page Personnel


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