Alma Laboris Business School - Integratori Alimentari: consumi in crescita e preferenza per l'acquisto in farmacia

Integratori Alimentari: consumi in crescita e preferenza per l'acquisto in farmacia

Integratori: consumi in crescita e preferenza per l'acquisto in farmacia

Che siano in polvere granulare da sciogliere nell'acqua, in capsule o fiale, gli integratori fanno sempre più breccia tra gli italiani: 32 milioni di persone hanno utilizzato un integratore alimentare nell'ultimo anno.

 

Lo segnala l'ultima indagine GfK per FederSalus, condotta su 6.347 persone rappresentative della popolazione italiana dai 18 anni in su. Tuttavia, quello degli integratori alimentari è un settore il cui valore non è sempre riconosciuto quando si parla di salute ma che oggi, di fronte alla confluenza di diversi fattori contingenti quali l'aumento dell'aspettativa di vita (dagli 80 anni di oggi si passerà agli 85 nel 2050), l'invecchiamento della popolazione (nel 2050 gli italiani over 65 rappresenteranno il 33% della popolazione) e l'aumento delle patologie croniche, può rappresentare una delle leve in grado di contribuire ad un diverso indirizzamento delle risorse economiche pubbliche disponibili.

 

«I dati dell'indagine di settore 2016 mostrano un comparto dinamico e resiliente; in grado di mantenere buone performance e di testimoniare un'apertura crescente verso l'export e gli investimenti - ha spiegato Andrea Costa, Presidente FederSalus durante la XVIII convention di ieri a Roma - A questi indicatori strutturali si affiancano dinamiche di estremo interesse, perché in grado di mostrare la vitalità del comparto. Sono aumentati gli investimenti in beni strumentali, in innovazioni di processo e di prodotto, in digitalizzazione, in formazione: in tutti quegli ambiti, dunque, che garantiscono la crescita di un settore e lo rendono pronto alla sfida di Industria 4.0».

 

I Dati dell'Indagine

I dati economici, sono infatti entusiasmanti per il settore, tra i comparti più solidi e in salute dell'industria italiana, eccellenza riconosciuta a livello internazionale grazie ad una filiera di qualità e agli elevati standard di produzione. Impiega 100.000 addetti totali lungo l'intera filiera (inclusi informatori medico scientifici e agenti di vendita) ed ha registrato nel 2016 (dati dell'indagine annuale dell'Osservatorio FederSalus) un consolidamento sia in termini di fatturato (+6,5%) che di volumi di vendita (+5,1%), secondo un trend ormai assestato nel corso degli ultimi anni. In termini di produttività del lavoro è in grado di competere con successo in uno scenario globalizzato con una stima pari a 77.500 euro, in linea con i livelli mediani più elevati di produttività dell'economia italiana (79.100 euro).

«Dal punto di vista delle farmacie è sicuramente un mercato interessante - ha spiegato Marco Cossolo, neo eletto presidente di Federfarma - nei primi 4 mesi del 2017 si è confermato infatti il trend del 2016.

Questo ci lascia molto tranquilli rispetto al futuro perché, nonostante il libero mercato, quando si parla di salute gli italiani preferiscono recarsi in farmacia». Ma Cossolo evidenzia che per mantenere questo ruolo ed essere utili ai cittadini, «serve che le farmacie siano i garanti di ciò che vendono, chiedendo sempre, ad esempio, le schede tecniche del prodotto che si espone nello scaffale. Al netto della Legge 24, che prevede la responsabilità del farmacista, c'è comunque un'etica da mantenere alta». Ma esiste anche la questione del corretto utilizzo degli integratori. «Se siamo convinti che sono efficaci, allora dobbiamo far capire ai pazienti che vanno assunti con giuste dosi e nelle giuste modalità e questo va comunicato in modo efficace. Le farmacie potrebbero, quindi, essere utilizzate come strutture di vigilanza sugli eventuali effetti collaterali».

 

 

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