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Europa 2020, obiettivi ambiente e sostenibilità

Europa 2020, obiettivi ambiente e sostenibilità: intervista all’ingegner Mario Mirti

Con l’anno nuovo, si avvicinano le scadenze delle strategie riguardanti tematiche che interesseranno tutto il pianeta. E il 2030 è già all’orizzonte. La voce dell’esperto alla Business School: alcuni spunti interessanti.

 

Europa 2020, obiettivi ambiente e sostenibilitàRaramente si può riassumere un periodo come quello che è intercorso tra metà e alla fine del 2019, se non con un’espressione: sostenibilità ambientale. Gli ultimi mesi sono stati infatti all’insegna di proteste contro il cambiamento climatico, campagne di sensibilizzazione, che hanno fatto levitare l’attenzione dell’opinione pubblica e l’argomento stesso sulle agende dei paesi europei. Nasce l’esigenza da parte dell’Europa di conformarsi ad alcuni obiettivi in materia ambientale ed energetica per il 2020, ma anche di ricominciare ad inseguire, puntando direttamente al 2030.

Ma in cosa consistono i goals che l’Italia e i Paesi del Vecchio Continente devono raggiungere? E, soprattutto, a che punto siamo? Per approfondire il tema, la Business School Alma Laboris ha intervistato l’ingegner Mario Mirti, Energy Manager di TIM, che si occupa, tra le altre cose, di pianificazione e monitoraggio dei consumi di energia.         

Ingegner Mirti, ci parli di lei e dei suoi obiettivi presenti e futuri.

Mi chiamo Mario Mirti, vivo e lavoro a Roma. Sono un ingegnere elettrotecnico, abilitato all’esercizio della professione ed iscritto all’albo dell’ordine degli ingegneri di Roma. Attualmente ricopro la carica di Energy Manager in TIM, e precedentemente sono stato Industrial Researcher alla Centro Sviluppo Materiali, capo dei servizi tecnici alla Italcementi Group, e docente di Elettrotecnica. Sono correntemente attivo in tutti i settori dell’energia: FV, reengineering, BEMS, UVAM, power supply, raffrescamento, electric mobility, diagnosi energetiche, certificati bianchi, efficientamento energetico, ISO 50001 ed auditing interno, monitoraggio, e altri temi, che attualmente tratto per la mia azienda e che vorrei in forma consulenziale continuare a svolgere nel futuro

Europa 2020, quali obiettivi e strategie per la sostenibilità ambientale: ecco quali sono

Quali sono gli obiettivi che l’Italia deve raggiungere nel 2020?

L’Unione Europea ha stabilito che, entro il 2020, gli Stati debbano raggiungere principalmente tre obiettivi: riduzione dei gas serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale), riduzione dei consumi energetici del 20% aumentando l'efficienza energetica, soddisfazione del 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili. L’obiettivo generale è quello di rafforzare la sicurezza energetica, di ridurre la dipendenza dall'energia importata, e di realizzare la cosiddetta Unione per l’Energia. Inoltre, quello di creare occupazione, rendendo l'Europa più competitiva. L’Italia è molto ben posizionata verso questo traguardo.

Obiettivi Europa 2030: quali strategie per la sostenibilità ambientale?

Quali sono, invece i traguardi che lo sviluppo sostenibile prospetta nel 2030?

Il 23 e 24 ottobre 2014 il Consiglio Europeo ha approvato il quadro per il clima e l'energia 2030. Gli obiettivi principali sono tre: ridurre almeno del 40% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, coprire per il 27% i consumi finali lordi di energia con le fonti rinnovabili, migliorare almeno del 27% l’efficienza energetica. Nell’anno successivo, l'Unione Europea ha elaborato una strategia quadro per creare l’Unione per l’Energia.

Come, secondo lei, questi obiettivi possono essere raggiunti?

L'obiettivo centrale di tutta la strategia è quello di garantire un'energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili. Sicurezza energetica, un mercato dell’energia completamente integrato, l’uso dell’efficienza energetica come strumento di contenimento della domanda, la decarbonizzazione complessiva, e in generale ricerca, innovazione e competitività, sono dimensioni integrate sulle quali basare le strategie. Sono personalmente stato impegnato per la mia azienda ai lavori in Confindustria per la redazione del PNIEC in recepimento delle Direttive Europee e posso dire che tutto il comparto produttivo industriale e terziario italiano è impegnato per il raggiungimento degli obiettivi europei sui suddetti punti.

Energie rinnovabili: fonti utilizzabili e iniziative fattibili per l’Italia verso il 2020

Quanto, secondo lei, iniziative come quelle plastic free incidono rispetto all’adozione di politiche che coinvolgono l’intero Paese in maniera, forse, più profonda?

Le iniziative del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno un grande pregio: quello di dare delle indicazioni importanti a livello statale che i cittadini possono fare proprie, come la consapevolezza nei confronti dell’ambiente in un ambito europeo e mondiale. L’opportunità dell’efficientamento energetico passa per questa consapevolezza a tutti i livelli, anche aziendali. In questo senso ogni intervento di politica energetica e per la sua attuazione, e per le ricadute positive a livello pubblico, deve assolutamente passare per il consenso. Ed è per questo che a livello locale spesso sorgono difficoltà operative.

Molto spesso si sente parlare di energia eolica, di fotovoltaico. Crede che esistano delle fonti di energia rinnovabile immediatamente utilizzabili per il nostro Paese?

Siamo nel Paese del sole, abbiamo migliaia di chilometri di costa, ma il nostro è un parco fotovoltaico/eolico modesto. Colpa delle deficitarie politiche di incentivi dello Stato. Ultimamente il nuovo decreto Fer sta tentando di recuperare il terreno perduto, attraverso strumenti capaci di indirizzare la capacità produttiva italiana verso un modello di generazione distribuita intelligente. Gli sforzi sono ora notevoli, anche nell’ambito della gestione delle reti elettriche sul piano della stabilità del sistema elettrico. Si sta lavorando molto ed il futuro della produzione elettrica sarà sicuramente diverso dallo scenario attuale.

Sostenibilità ambientale, l’importanza di un Master di alta formazione

Sono trascorsi svariati anni dalla scelta del Master con Alma Laboris. Che ricordo ha conservato di quella esperienza? Qual è il suo ruolo nell’azienda presso la quale lavora? Che peso ha avuto il Master nel raggiungimento dei suoi obiettivi professionali?

Il ricordo del Master è piacevole e per diverso tempo sono rimasto in contatto con i partecipanti. Il conseguimento del Master ha avuto un certo peso nella spinta al mio cambiamento e per dare la svolta che volevo nella mia stessa azienda, dandomi una veste di professionista che ha puntato sulla riqualificazione professionale e sulle competenze. Ho avuto modo di cambiare area di lavoro nel settore che volevo e che meglio mi permetteva di esprimermi in quella stagione lavorativa che stavo vivendo e che mi aveva pericolosamente portato su altri temi.

 

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