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Documento Valutazione Rischi

Documento Valutazione Rischi

Tutto ciò che c'è da sapere su un documento di grande importanza per svariate tipologie di aziende

La legge italiana prevede che, in ogni azienda che abbia bisogno di essere conforme alla normativa vigente, sia presente un Documento di Valutazione dei Rischi. Si tratta della mappatura completa dei rischi presenti in un’organizzazione, di qualsiasi tipologia, dimensione o importanza. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questo adempimento di importanza fondamentale per la sicurezza sul lavoro.

Documento Valutazione Rischi: tutto ciò che c’è da sapere sul DVR

Contiene tutte le procedure necessarie ad adottare e ad attuare delle misure di prevenzione da realizzare, nonché le figure normalmente preposte a questo scopo. Il Documento Valutazione Rischi, spesso abbreviato con l’acronimo DVR, è uno dei cardini principali della normativa italiana per la sicurezza sul lavoro.

Questa serie di importantissime indicazioni comporta un costo, una scadenza, e il fatto che la figura preposta a redigere un documento in diversi casi obbligatorio per legge debba possedere, una formazione di alto livello.

Cos’è il Documento Valutazione Rischi, e qual è la normativa in vigore?

Un documento che contiene l’analisi e l’elenco di tutti i rischi presenti all’interno di un’azienda, racchiudendo questi elementi in un prospetto che costituisca una mappatura completa e corretta sull’argomento, e che contenga anche indicazioni sulle misure di sicurezza sul lavoro messe in atto, o da applicare in futuro, per eliminare, o quantomeno minimizzare, i suddetti rischi.

Potrebbe essere riassunto così il Documento di Valutazione dei Rischi, una serie di informazioni di importanza capitale per il monitoraggio, la catalogazione, l’analisi approfondita di tutto quanto possa minare la sicurezza sul lavoro all’interno di un’azienda.

La normativa di riferimento si rifà essenzialmente al TUSL, acronimo di Testo Unico sulla sicurezza sul Lavoro, che contiene un complesso di norme in materia, emanate con il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Più precisamente, gli articoli che si riferiscono a questo testo sono il numero 17 e il numero 28, che recepiscono, in tal senso, la direttiva 89/391/CEE e le otto direttive particolari previste dall'art. 16 della stessa. Il grande merito del TUSL riguardo il Documento di Valutazione dei Rischi (e non solo) è stato quello di aver integrato una serie di disposizioni prima contenute in diverse norme.

Quanto costa il Documento di Valutazione dei Rischi?

Il costo di un Documento di Valutazione dei Rischi è ovviamente da rapportare al fatto che questo rappresenta un requisito praticamente indispensabile per moltissime aziende presenti sul territorio italiano.

Tuttavia, stando a quanto stabilito dalla legge, non esiste una cifra stabilita in maniera univoca per definire quanto possa costare un documento di questo genere. In genere, da informazioni in nostro possesso, il prezzo per un DVR non è inferiore ai cento euro, e molto spesso supera, anche di diverse decine (talvolta, di diverse centinaia), questa somma.

Ad ogni modo, il costo di un documento di valutazione dei rischi è dipendente dalla tipologia di azienda, dal numero di dipendenti dell’organizzazione, dal numero di rischi da valutare. Tuttavia, un DVR potrebbe costare molto di più qualora non venisse redatto: in caso di omissione in tal senso, infatti, il Datore di lavoro rischia l’arresto da 3 a 6 mesi oppure un’ammenda da 2500 a 6400 euro.

Documento Valutazione Rischi, quando è obbligatorio

Come detto in precedenza, il documento di valutazione dei rischi è obbligatorio per tantissime tipologie di aziende. Secondo la normativa italiana, sono obbligate a redigere il DVR tutte le imprese, di qualsiasi settore, composte da due o più soci, ma anche quelle che annoverano nelle proprie file lavoratori dipendenti, con qualsiasi tipologia di contratto, e appartenenti a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.

Non sono obbligate alla redazione del documento di valutazione dei rischi le aziende che non hanno dipendenti. Dunque, liberi professionisti, imprese familiari, ditte individuali, aziende con un solo socio lavoratore, sono esonerate dall’obbligo di redigere il DVR, nonostante anche esse possano, qualora vogliano, stipulare questo documento.

Valutazione dei rischi, la scadenza del DVR

La normativa in vigore non prevede che il documento di valutazione dei rischi abbia una scadenza. Non esiste infatti un tempo entro il quale debba essere effettuato il rinnovo di questo adempimento fondamentale per l’impresa.

Il legislatore ha infatti inteso non legare a un lasso temporale l’obbligo di revisione ed aggiornamento del documento, stabilendo infatti che la valutazione dei rischi debba essere effettuata obbligatoriamente in occasione di modifiche del processo produttivo, dell’organizzazione generale del lavoro interno e in caso di infortuni gravi.

Dunque, qualora si verifichino casi secondo cui l’impresa abbia effettuato una modifica sostanziale ed evidente della propria attività, o dei propri processi aziendali, ma anche quando vengono introdotti nuovi dipendenti in aggiunta all’organico precedente o in sostituzione di qualcuno, l’azienda deve redigere di nuovo il documento di valutazione dei rischi.

Documento Valutazione Rischi, chi lo redige?

Secondo la legge, il DVR deve essere redatto dal datore di lavoro, in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e il Medico competente (se nominato in base alla attività lavorativa). Tutte le operazioni di redazione devono succedere alla consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

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