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Più dialogo e sostenibilità, ecco il piano di Terna

Più dialogo e sostenibilità, ecco il piano di Terna

Rafforzamento del dialogo con gli attori del territorio e attenzione sempre maggiore all’ambiente: sono le parole chiave che descrivono l’approccio green del piano strategico di Terna per il quinquennio 2019-2023, presentato al pubblico e agli investitori lo scorso 21 marzo.

 

Sostenibilità, attenzione sempre maggiore all’ambiente e rafforzamento del dialogo con gli attori del territorio: sono queste parole d’ordine a segnalare la spinta green del piano strategico di Terna per il quinquennio 2019-2023, presentato al pubblico e agli investitori lo scorso 21 marzo.

Si tratta del piano di investimenti «più alto di sempre », secondo i documenti illustrativi della società che gestisce la rete elettrica nazionale: gli investimenti complessivi ammontano infatti a 6,2 miliardi di euro (quasi un quinto in più dei 5,3 previsti dal piano precedente), così ripartiti: 3 miliardi e 300 milioni per lo sviluppo delle infrastrutture e l’avvio di nuovi cantieri, 2,2 per progetti di rinnovo ed efficientamento, circa uno per aumentare sicurezza e stabilità della rete, e infine 700 milioni dedicati alla digitalizzazione del sistema.

 

Al centro di una rivoluzione

Fin qui le cifre: ma in un mondo in cui «nel 2050 saremo in nove miliardi, e in cui le concentrazioni di gas serra stanno aumentando così come i volumi produttivi, in particolare della plastica, occorre cambiare la nostra mentalità, e Terna vuole svolgere un ruolo centrale in questa rivoluzione culturale», ha scandito durante la presentazione del piano la presidente dell’azienda, Catia Bastioli

Nel documento sono quattro le linee guida individuate per perseguire questo scopo: dagli aspetti di integrità e trasparenza – ovvero le certificazioni di fornitori e imprese partner sul versante della legalità e del rispetto delle norme sulla sicurezza – a quelli della formazione dei dipendenti, passando per gli investimenti in infrastrutture poco impattanti dal punto di vista ambientale e dal rapporto con gli stakeholder e le comunità coinvolte dalle opere, basato sull’ascolto e la condivisione partecipata.

Sul versante delle risorse umane, i principali obiettivi sono l’aumento della diffusione di competenze digitali all’interno dell’azienda e delle possibilità di lavoro agile, ma soprattutto l’investimento in sicurezza: in un’ottica di prevenzione dei rischi, entro il 2021 tutto il personale operante sul territorio e negli impianti riceverà una formazione specifica.

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Opere "Invisibili" concertate con i territori

Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale, le direttrici principali sono due: l’incremento della percentuale di energia prodotta dalle fonti rinnovabili all’interno della rete e la realizzazione di opere il più possibile “invisibili”. «Il 60 per cento delle linee elettriche di nuova realizzazione che costruiremo nell’arco di piano – ha detto infatti l’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris – sarà costruito in cavo terrestre o sottomarino»: tra esse rientrano le linee di interconnessione Italia-Francia e Italia-Montenegro, e quelle siciliane delle zone di Catania e Ragusa. Sempre da qui al 2023 saranno poi abbattuti 375 chilometri di linee aeree obsolete – gli elettrodotti –, che si aggiungeranno ai 1.100 già demoliti a partire dal 2010.

La costruzione di linee che cerchino di avere il minore impatto possibile sull’ambiente rientra in una strategia più ampia di attenzione alle comunità coinvolte nella realizzazione dei progetti: «Il territorio è uno degli elementi chiave – ha aggiunto Ferrarise per noi il dialogo con le istituzioni locali è abilitante: lo scorso anno abbiamo fatto più di trecento incontri con le comunità locali in questo senso». Intervenendo anche in condizioni critiche, per esempio nelle zone del Veneto colpite dalle calamità naturali che lo scorso autunno hanno provocato la caduta di 15 milioni di alberi. E proprio in accordo con la regione Veneto, Terna ha firmato pochi mesi fa un accordo per dare il via al progetto “Corridoi verdi”, che prevede la creazione di corridoi ecologici lungo i tracciati delle linee elettriche che passano attraverso i boschi, attraverso la piantumazione a distanza di sicurezza dagli impianti di nuovi alberi autoctoni e a ricrescita controllata.

 

Adattare la rete all'energia rinnovabile

Gli investimenti di Terna, ha spiegato Bastioli, sono «pianificati e orientati all’innovabilità della rete elettrica», in una prospettiva nella quale «la sostenibilità sia integrata» e sia incoraggiata «la biodiversità del sistema, elemento indispensabile, assieme alla resilienza», per far fronte a sollecitazioni inattese come quelle degli eventi meteorologici estremi. Ma anche per favorire un maggiore afflusso nel sistema dell’energia creata dalle rinnovabili, dal momento che, come ricorda la società, per ogni euro investito in queste forme di produzione ne occorre più di uno per adeguare la rete. 

Come ha ricordato invece Ferraris, «il passaggio dal carbone alle rinnovabili va pianificato adeguatamente», in collaborazione tra il gestore della rete di distribuzione, i produttori e gli enti regolatori. «Noi portiamo il chilowattora, ma non lo generiamo», ha concluso l’ad di Terna: «È importante avere un piano d’azione coordinato e credo che l’argomento sia già in agenda del governo. Speriamo che il tutto sia accelerato con la creazione di una cabina di regia, anche se ultimamente l’esecutivo non sembra guardare proprio a questo punto».

Fonte: La Stampa

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