Alma Laboris Business School - Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile: nel 2018 il cambiamento coinvolge l’intera società

Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile: nel 2018 il cambiamento coinvolge l’intera società

Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile: nel 2018 il cambiamento coinvolge l’intera società

3 italiani su 4 sanno quanto conta la sostenibilità, quanto sia ormai imprescindibile e intrinseca nelle nostre azioni quotidiane. I dati Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile 2018 raccontano un'Italia che sta andando nella giusta direzione.

 

Qual è l’argomento più interessante o che addirittura appassiona gli italiani? Quello che scatenerebbe lunghe conversazioni durante un incontro con gli amici o un caffè coi colleghi? Molti di voi sicuramente risponderebbero “il calcio” oppure “la politica” o, perché no, l’ultima puntata della vostra serie tv preferita. Invece, stando ai dati del quarto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile (Ons) presentato il 22 marzo nella Sala Dino Buzzati a Milano e moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera Daniele Manca, uno dei temi che più interessano e appassionano gli italiani è la sostenibilità. Per la precisione sono 37,4 milioni le persone che hanno risposto positivamente all’indagine condotta per LifeGate dall’istituto Eumetra MR.

 

Il 74 per cento della popolazione, il 15 per cento in più dello scorso anno. Dall’Ons 2018 è chiaro come “le persone interessate alla sostenibilità siano aumentate, addirittura del 31 per cento dal primo osservatorio del 2015”, ha dichiarato il direttore editoriale di LifeGate. “Sono numeri importanti ed è chiaro che siamo di fronte a un cambiamento che riguarda l’intera società, ormai sempre più attenta e consapevole. E questa green society – ha concluso Simona Roveda – offre nuove opportunità di crescita di consumo e di mercato”.

 

Tutti parlano della raccolta differenziata

Per questo vi suonerà familiare e piacevole ricevere la conferma del fatto che siete, siamo in molti, moltissimi – il 92 per cento – a parlare di come si fa la raccolta differenziata nel modo corretto, sia per dispensare che accogliere consigli tra parenti e conoscenti. Oppure che siamo altrettanti (il 90 per cento) a preoccuparci dei problemi legati all’inquinamento dell’aria o dei danni provocati dai pesticidi usati in agricoltura. La ricerca, da quattro anni, scatta una fotografia dell’interesse e della percezione dei temi legati alla sostenibilità da parte degli italiani analizzando la conoscenza, l’atteggiamento, i comportamenti d’acquisto e di consumo, le scelte sul turismo degli italiani attraverso un campione rappresentativo della popolazione. Quest’anno l’Ons ha ricevuto il patrocinio della Commissione europea, del ministero dell’Ambiente, della regione Lombardia, del comune di Milano rappresentato dall’assessore alla Mobilità e all’ambiente Marco Granelli, di Assolombarda, di Confcommercio. All’Osservatorio hanno partecipato Ricola, Giovanna Manzi, direttore generale di Best Western Italia, Alberto Federici, direttore corporate communication e media relation di Unipol Gruppo, Giulio Giampieri, amministratore delegato di Vaillant Group Italia e Lavazza.

 

Aziende e istituzioni devono fare di più, fare meglio per la sostenibilità

“È un dato decisamente importante che la crescita dell’interesse degli italiani verso questi temi sia arrivata al 74 per cento”, ha detto con soddisfazione Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate. “Questo deve essere motivo di stimolo per le aziende e le istituzioni a migliorare, per andare incontro alle esigenze delle persone”. Del resto, un altro dato positivo e popolare è quello che si riferisce alla voglia e alla motivazione che spinge l’86 per cento degli italiani a cambiare il loro atteggiamento per amore e rispetto della Terra, adottando uno stile di vita consapevole che lasci alle future generazioni una “casa comune” dignitosa.

 

Quello che più ha colpito Renato Mannheimer di Eumetra MR è il fatto che ormai “i concetti veicolati sono stati fatti propri dagli italiani e trasferiti nella pratica quotidiana”.

La transizione energetica passa dall’efficienza, oltre che dalle rinnovabili

Ne è un esempio l’interesse verso la scelta di energie rinnovabili per la propria casa o, per chi può decidere, per gli uffici in cui lavora. Quest’anno è il 96 per cento degli intervistati, in crescita costante negli ultimi due anni, che si è detto disposto a portare avanti la transizione energetica. Una percentuale confermata (95 per cento) anche da coloro che ritengono che anche il governo dovrebbe investire di più in fonti di energia rinnovabile per abbandonare fonti fossili come petrolio e carbone.

La transizione energetica, del resto, non significa solo cambiare fonte di energia per illuminare o scaldare la propria casa, ma consumare quella che ci serve in modo efficiente. Ecco perché gli italiani affiancano alla voglia di rinnovabili, la disponibilità a spendere anche qualcosa in più per l’acquisto di lampade a Led (73 per cento), in grado di consumare meno elettricità e di durare molto più a lungo, e di elettrodomestici efficienti e innovativi (68 per cento). Una voglia, questa, che non va in vacanza, visto che oggi sono 2,5 milioni (530mila in più rispetto al 2017) le persone che preferiscono organizzare un viaggio di scoperta e relax sostenibile, piuttosto che tradizionale.

 

Parlate di sostenibilità, agite sostenibile

La sostenibilità non è uscita dallo stereotipo dell’argomento “di nicchia”, che interessa solo poche persone appassionate e decise, con valori troppo marcati per essere popolari. Stupitevi, lanciando uno spunto di discussione, nello scoprire che la sostenibilità è in grado di unire, coinvolgere e stimolare molto più di quanto pensiate. E il passaggio dalle parole ai fatti è ciò che serve al nostro Paese per andare nell’unica direzione possibile: quella verso lo sviluppo sostenibile.

 

 

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