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Sicurezza sul lavoro: definizione, legge e normativa

Sicurezza sul lavoro: definizione, legge e normativa

Cosa fare per garantire la sicurezza sul lavoro? Come capire se il tuo datore di lavoro si sta attenendo alla legge e soprattutto qual è la normativa in merito?

 

L’argomento è dei più attuali visto che i media parlano spesso di incidenti sul lavoro e del quale l’Ilo (Organizzazione Internazionale dal lavoro) nel 2003 ha costituito la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro.

 

Sicurezza sul Lavoro: Definizione

Con “sicurezza sul lavoro” si intendono tutte le misure che vengono adottate per rendere salubri e sicuri i posti di lavoro. Questo per evitare tutti i rischi che possono essere connessi a ogni attività lavorativa, per ridurre o eliminare il rischio di infortuni, ma anche di incidenti e, non da meno, l’insorgere di malattie professionali.

Per malattie professionali, in particolare, si intendono tutte quelle patologie connesse a un tipo di attività lavorativa e al suo esercizio. Si tratta di una malattia che spesso non arriva in modo irruento, ma agisce progressivamente e lentamente nel tempo, ma riguardo alla quale è chiaro che, se il lavoratore avesse svolto un’altra professione o se questa fosse stata svolta in un ambiente più salubre, non si sarebbe ammalato in quel modo.

 

Sicurezza sul Lavoro: Normativa

Negli anni si sono succedute diverse norme che riguardano la sicurezza sul lavoro.

Intanto, è l’art. 2087 del Codice Civile a obbligare il datore di lavoro ad “adottare nell’esercizio dell’imprese le misure che, secondo le particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. L’obbligo, dunque, del datore di lavoro si trova in primis nel Codice Civile e fa emergere 3 aspetti importanti:

  • La particolarità del lavoro: ossia il fatto che la sicurezza riguarda tutti i rischi e i pericoli connessi a una specifica attività che magari preveda l’inalazione di sostante chimiche, il dovere usare macchinari particolari, un determinato abbigliamento e altro ancora. Va da sé che il lavoro di un insegnante è diverso da quello di un operaio edile, solo per fare un esempio, e l’articolo del Codice Civile lo mette in evidenza;
  • L’esperienza: altro nodo fondamentale. Chi è esperto di quel lavoro, lo fa da anni, è più consapevole delle situazioni possibili di pericolo, magari anche in base agli eventi che si sono già verificati o per una formazione ad hoc durante gli anni;
  • La tecnica: in questo caso si intende il progresso scientifico e tecnologico per garantire maggiore sicurezza al lavoratore. Per fare un esempio: utilizzare un modello di casco che magari è più performante o delle divise che sono ancora più adatte rispetto a prima a proteggere da incendi ecc.

 

Oltre all’articolo del Codice Civile, prima di arrivare al Testo Unico della Sicurezza sul lavoro (D.lgs 81/2008), ci sono altre fonti importanti:

  • La Costituzione che parla di lavoro in più momenti: tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività (art. 32), tutela del lavoro in generale (art. 35) e precisando che qualsiasi iniziativa economica non può essere svolta in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, libertà e dignità umana (art.41);
  • Articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970) che parla di “tutela della salute e dell’integrità fisica” accennando all’importanza dei rappresentanti e al loro diritto di controllare l’applicazione delle norme per prevenire gli infortuni e le malattie professionali oltre a promuovere la ricerca, l’elaborazione e attuazione di tutte le misure idonee per tutelare la salute e integrità fisica.
  • Carta Sociale Europea che risale al 1961: punta sull’importanza di dare ai lavoratori sicurezza e igiene sul luogo di lavoro.

 

 

Le legge sulla sicurezza sul lavoro 81/2008

Ma è con gli anni ’90 che si ha una svolta in materia di sicurezza del lavoro, quando viene recepita la normativa predisposta a livello europeo. In Italia, viene emanata la direttiva quadro 89/391 che porta poi alla famosa 626 del D.Lgs. del 19 settembre 1994. Questa legge, particolarmente conosciuta, accoglie alcuni “indirizzi” europei: la prevenzione con l’eliminazione dei rischi alla fonte, la ripartizione delle responsabilità, la consultazione, la partecipazione dei lavoratori ecc.

Ma il vero testo che unisce tutta la normativa è il Testo Unico della Sicurezza sul lavoro, conosciuto anche come D. Lgs. 81/2000.

306 articoli e più di 50 allegati tecnici che sono stati in seguito modificati dal D. Lgs. n.151/2015, ma che sostanzialmente disciplinano gli ambienti di lavoro e chi li occupa.

Il Testo elenca tutte le misure generali di tutela del sistema di sicurezza aziendale che vanno poi integrate con le misure di sicurezza previste, come accennavamo prima, per rischi specifici o settori di attività. Per esempio: l’uso di videoterminali, gli agenti fisici, cancerogeni, ecc.

 

Il Testo Unico riguarda tutti i lavoratori

Tutte misure che, attenzione, vanno applicate sia nei confronti dei dipendenti, sia nei lavoratori autonomi o parasubordinati che stanno lavorando con l’azienda e in quel momento si trovano appunto al suo interno.

 

Le misure generali

Tra le misure generali, previste dal T.U. ci sono:

  • Valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza;
  • Eliminazione dei rischi o se non è possibile la riduzione di essi in relazione alle conoscenze di tipo tecnico;
  • Sostituzione dei rischi alla fonte;
  • Utilizzo limitato di agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
  • Controllo sanitario dei lavoratori;
  • Informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
  • Informazione e formazione adeguate per dirigenti e preposti;
  • Informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • Partecipazione e consultazione dei lavoratori;
  • Partecipazione e consultazione dei rappresentanti per la sicurezza;
  • Programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo del livello di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e buone prassi.

 

Quello che si vede è che un grande ruolo hanno le attività di formazione, sia per i lavoratori che per le figure che si devono occupare della sicurezza e prevenzione sul luogo di lavoro.

 

 

 


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