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Twitter, cosa perde il mondo del giornalismo con la sua scomparsa?

Tutto ci saremmo aspettati dal social network dei cinguettii, tranne che scomparisse. Soprattutto dopo l’acquisizione, il 25 aprile 2022, da parte di Elon Musk, CEO di SpaceX e Tesla per ben 44 miliardi di dollari. Ma cosa perde il mondo del giornalismo con la scomparsa dell’uccellino azzurro?

Twitter è un servizio di microblogging, il che significa che è progettato per condividere post di brevi segmenti di testo e clip audio e video incorporati. La facilità con cui le persone possono condividere informazioni tra milioni di altri in tutto il mondo lo ha reso molto popolare per le conversazioni in tempo reale.

Un interessante approfondimento del portale americano “The Conversation” ha posto l’accento su quali saranno le conseguenze derivanti dalla fine, annunciata, di Twitter. Sottolineando un aspetto: gli archivi di questo social consentono un accesso istantaneo e completo a ogni tweet pubblico, che ha posizionato Twitter sia come archivio di comportamenti umani collettivi sia come servizio di verifica delle credenziali e dei fatti su scala globale.

Con il suo enorme tesoro di tweet, Twitter ha fornito nuovi modi per quantificare il discorso pubblico e nuovi strumenti per mappare le percezioni aggregate, offrendo una finestra sul comportamento umano su larga scala. Non solo una piazza pubblica digitale, ma anche il modo con cui i ricercatori hanno potuto dedurre atteggiamenti difficili da rilevare attraverso i metodi della tradizionale ricerca sul campo.

I dati georeferenziati di Twitter, inoltre, aiutano in una varietà di campi davvero ampia, come l'uso del suolo urbano e la resilienza ai disastri. Twitter è stato prezioso nel campo dell'intelligence open source, in particolare per rintracciare i crimini di guerra. Inoltre, sebbene la disinformazione sia stata diffusa in lungo e in largo su questo social, la piattaforma funge anche da meccanismo di verifica globale.

In conclusione, il duplice ruolo di Twitter nel favorire la comunicazione in tempo reale e nell'agire come arbitro di informazioni autorevoli è di fondamentale interesse per accademici, giornalisti e agenzie governative. Se a ciò aggiungiamo che il social è stato anche un modo importante per le persone con disabilità di partecipare al discorso pubblico, possiamo comprendere come sì, il mondo dell’informazione potrebbe perdere non poco con la scomparsa di questo social.

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