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Report sulla condizione dei giornalisti in Italia, pubblicato il rapporto 2022

È stato pubblicato il report sulla condizione dei giornalisti in Italia, nella sua edizione 2022.

Il lavoro, effettuato dal Comitato sui cronisti minacciati istituito in seno alla Commissione Parlamentare Antimafia e coordinato da Walter Verini, fotografa la situazione di chi svolge questo mestiere nel nostro Paese. Ne viene fuori che tra scorte, querele, intimidazioni, aggressioni, fare giornalismo in Italia è ancora una missione, e chi lavora in questo settore è spesso, a tutti gli effetti, un appassionato di questo lavoro e un professionista coraggioso.

Come si legge in un’anteprima del rapporto pubblicata dal portale “Articolo21”, troppi giornalisti sono ancora sotto scorta in Italia e tanti altri sono sottoposti a minacce via web, in aumento costante. Il quadro generale denota una condizione di complessiva fragilità dell’informazione. I nodi sono stati affrontati dal Comitato con cicli di audizioni di giornalisti, editori, associazioni, personalità minacciate o sotto tutela e scorta, che hanno testimoniato la loro esperienza in una realtà, quella italiana, tutt’altro che semplice.

Secondo quanto appreso dal Comitato nello studio “ancora oggi, anche in Italia, ci sono troppi giornalisti costretti a vivere sotto scorta perché rischiano la vita, minacciati da mafie, organizzazioni criminali, organizzazioni politiche. Mafie e corruzione costruiscono sistemi di poteri occulti, che ambiscono a condizionare la stessa democrazia. Il giornalismo libero e serio è un presidio irrinunciabile nel contrasto a questi sistemi, che infatti cercano di colpirlo e condizionarlo in molti modi”.

Il Comitato spiega come sia necessario “tutelare i giornalisti con scorte che non sono solo quelle, preziose ed indispensabili, delle forze dell’ordine. Occorre garantire loro la protezione delle istituzioni e della pubblica opinione, della politica e dei media”.

Particolare accento viene posto verso l’attività dei giornalisti più esposti a questo genere di pericoli, e soprattutto ai giornalisti di inchiesta, che spesso sono oggetto di minacce ed atti intimidatori. A loro si affiancano i giornalisti che lavorano in contesti difficili e in realtà più piccole e che non hanno alle spalle dei grandi gruppi editoriali e i loro uffici legali.

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