Codice europeo rafforzato contro la disinformazione online: cosa prevede

disinformazione

Lo scorso 16 giugno, la Commissione europea ha pubblicato il Codice rafforzato contro la disinformazione.

Un nuovo documento che prosegue la strategia intrapresa dall’UE contro la disinformazione, la propaganda esterna e in genere le forme di influenza sull’ecosistema informativo digitale.

Obiettivo precipuo, quello di garantire un’applicazione completa e coerente tra le parti interessate e i paesi dell’Unione, al fine di garantire l’integrità dei servizi; demonetizzare e contrastare la disinformazione e la propaganda di soggetti esteri; rafforzare la tutela degli utenti e fornire loro maggiori “poteri” in merito; alimentare la trasparenza consentendo ai ricercatori (e terze parti) di accedere ai dati delle piattaforme. Particolare accento, proprio sulla trasparenza, in più direzioni e per più scopi.

Tanti gli impegni che questo Codice europeo rafforzato contro la disinformazione online si assume: relativi alla pubblicità, ai contenuti politici, alla trasparenza, al rafforzamento delle scelte degli utenti. Il contrasto alla disinformazione non riguarderà solo gli annunci pubblicitari, ma si estenderà anche ai contenuti e fino alla verifica degli account.

Altro punto focale, il fatto che, secondo la Commissione, le piattaforme dovranno fornire agli utenti strumenti per la verifica delle notizie, per far sì che l’utente riesca ad avere una visione critica sulle stesse. Insomma, varie modalità di contrastare la disinformazione, in un contesto in cui le società democratiche dipendono dal dibattito pubblico, preziosa fonte di confronto. A patto che, appunto, tutti gli utenti siano informati a dovere.

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