Alma Laboris Business School - Energy manager è obbligatorio? Soglie e nomina

Energy manager è obbligatorio? Soglie e nomina

Energy manager è obbligatorio? Soglie e nomina

La nomina dell’energy manager non dipende dal numero di dipendenti o dal fatturato. Il criterio è il consumo energetico annuo espresso in tonnellate equivalenti di petrolio, con soglie diverse per il settore industriale e per gli altri comparti.

Le soglie previste dalla legge

L’articolo 19 della legge 10/1991 prevede la nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia per i soggetti che superano 10.000 tep annue nel settore industriale oppure 1.000 tep negli altri settori. La FIRE sull’energy manager, che gestisce le nomine per conto del Ministero, è il riferimento operativo per istruzioni e modulistica.

Come determinare i consumi

Il calcolo deve comprendere i vettori energetici utilizzati dall’organizzazione e convertirli in tep mediante i coefficienti applicabili. Elettricità, gas naturale, combustibili e altre fonti vanno ricondotti allo stesso perimetro e allo stesso anno. È importante documentare fatture, misure e criteri di aggregazione, soprattutto in presenza di più sedi o unità operative.

Un esempio di verifica

Una catena di servizi con molte sedi potrebbe avere consumi modesti per singolo punto, ma superare complessivamente 1.000 tep. L’analisi non può fermarsi al sito più energivoro. Al contrario, un’impresa industriale con consumi pari a 8.500 tep non raggiunge la soglia industriale di 10.000, pur avendo un profilo energetico rilevante.

Quando e come effettuare la nomina

La comunicazione è annuale e viene normalmente effettuata attraverso la piattaforma indicata da FIRE entro la scadenza prevista. Il fatto di essere già stati soggetti all’obbligo non rende automatica la nomina per gli anni successivi: perimetro, consumo e incarico devono essere nuovamente verificati. Il testo della legge 10/1991 consente di consultare la fonte normativa aggiornata.

Energy manager ed EGE non sono sinonimi

L’energy manager è una funzione nominata dall’organizzazione; l’Esperto in Gestione dell’Energia è una figura professionale certificabile secondo uno schema di competenze. Una persona può ricoprire entrambi i ruoli, ma la coincidenza non è automatica. Il primo presidia consumi, proposte e uso razionale dell’energia; il secondo dimostra competenze valutate secondo requisiti specifici.

Perché nominarlo anche sotto soglia

Le organizzazioni non obbligate possono procedere volontariamente. La scelta è utile quando la spesa energetica incide sui margini, sono previsti investimenti o occorre coordinare diagnosi, incentivi e sistema ISO 50001. Le risorse dell’Agenzia ENEA per l’efficienza aiutano a seguire strumenti, tecnologie e adempimenti.

Che cosa dovrebbe fare durante l’anno

La nomina acquista sostanza se è accompagnata da accesso a fatture, misure e piani di investimento. Il responsabile costruisce il bilancio energetico, individua gli usi significativi, propone interventi, supporta la valutazione tecnico-economica e monitora i risultati. Può inoltre coordinare diagnosi, incentivi e contratti di fornitura, mantenendo distinti gli aspetti di acquisto dell’energia da quelli di efficienza.

Superamento occasionale e verifica annuale

I consumi devono essere ricostruiti ogni anno con un metodo coerente. Un picco produttivo, l’acquisizione di nuove sedi o un cambio di vettore possono portare sopra soglia; una riduzione non autorizza a ignorare la verifica. È utile mantenere un prospetto con consumi per fonte, coefficienti di conversione, perimetro societario ed evidenze, così da motivare sia la nomina sia l’eventuale assenza dell’obbligo.

Comunicazione con la direzione

Il report tecnico deve tradursi in decisioni comprensibili: spesa evitabile, rischio di volatilità, investimento, tempo di ritorno e impatto emissivo. Una relazione annuale può mostrare baseline, interventi realizzati, risparmi verificati e priorità successive. In questo modo l’energy manager non resta un referente formale, ma diventa il punto di raccordo tra dati tecnici e scelte economiche.

Continuità del ruolo

La nomina annuale non dovrebbe azzerare conoscenze e progetti. Se cambia il referente, un passaggio strutturato consegna bilanci energetici, accessi, scadenze, contratti, diagnosi e stato degli investimenti. Anche quando la stessa persona prosegue, obiettivi e risorse vanno confermati. La continuità rende confrontabili i dati e impedisce che misure approvate si fermino per una responsabilità rimasta soltanto nominale.

La verifica corretta parte dai consumi e termina con responsabilità effettive. Nominare un referente senza accesso ai dati o senza possibilità di proporre interventi soddisfa poco lo spirito della norma e ancor meno le esigenze dell’impresa.

 

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