Alma Laboris Business School - Metodo ABC magazzino: esempio e calcolo

Metodo ABC magazzino: esempio e calcolo

Metodo ABC magazzino: esempio e calcolo

Trattare allo stesso modo mille codici significa spendere tempo sui prodotti meno importanti e accorgersi tardi di quelli che assorbono capitale o fermano il servizio. Il metodo ABC di magazzino ordina gli articoli secondo il loro peso economico e consente di differenziare controllo, frequenza inventariale e politiche di approvvigionamento. È semplice da calcolare, ma richiede scelte consapevoli per non confondere valore e criticità.

La logica di Pareto applicata alle scorte

Per ogni codice si moltiplica il consumo annuo per il costo unitario. Il risultato è il valore annuo di consumo. Si ordinano i codici dal valore più alto al più basso, si calcola la percentuale di ciascuno sul totale e poi la percentuale cumulata. In molti casi pochi articoli concentrano una parte rilevante del valore: la classe A può coprire circa il 70-80%, la B il successivo 15-20% e la C la quota residua. Sono soglie orientative, non obblighi.

La panoramica di IBM sulla gestione scorte mostra come disponibilità e costi vadano bilanciati lungo il processo. L'ABC è utile proprio perché trasforma un catalogo indistinto in gruppi gestibili con regole diverse.

Esempio con cinque articoli

Consideriamo cinque codici. Alfa consuma 1.000 pezzi a 50 euro, valore 50.000; Beta 2.000 pezzi a 15 euro, valore 30.000; Gamma 5.000 pezzi a 2 euro, valore 10.000; Delta 500 pezzi a 10 euro, valore 5.000; Epsilon 10.000 pezzi a 0,50 euro, valore 5.000. Il totale è 100.000 euro. Alfa pesa il 50% e Beta porta il cumulato all'80%: entrambi possono entrare in A. Gamma porta al 90% ed è B; Delta ed Epsilon formano C.

La classificazione non dice che i codici C sono irrilevanti. Epsilon, pur valendo poco, potrebbe essere una guarnizione senza la quale la produzione si ferma. Per questo l'ABC economico va incrociato con lead time, variabilità, sostituibilità e impatto sul cliente. Gli standard di identificazione di GS1 aiutano a mantenere dati e codifiche affidabili lungo la filiera.

Politiche diverse per A, B e C

Per gli articoli A sono ragionevoli previsioni frequenti, inventari ciclici ravvicinati, controllo delle eccezioni e collaborazione con fornitori strategici. Per i B si adotta un presidio intermedio. Per i C si può semplificare: ordini meno frequenti ma lotti adeguati, sistemi a due contenitori o accordi quadro, se spazio e obsolescenza lo consentono. La scelta deve considerare il costo totale, non solo il costo d'acquisto.

Un software di supply chain può aggiornare la classe ogni mese o trimestre. La descrizione di Oracle sull'inventory management richiama l'integrazione tra visibilità, pianificazione ed esecuzione. Anche con strumenti evoluti, tuttavia, servono anagrafiche pulite e unità di misura coerenti.

Quando il metodo produce risultati sbagliati

Gli errori tipici sono usare acquisti occasionali invece del consumo normale, classificare su dodici mesi anomali, ignorare nuovi prodotti, sommare valute o unità diverse e mantenere soglie non più adatte al business. Anche promozioni, stagionalità e fine vita possono alterare la fotografia. Conviene quindi conservare la data del calcolo e confrontare i passaggi di classe.

Il valore dell'ABC non è l'etichetta, ma la decisione che segue. Se tutti i codici mantengono la stessa frequenza di conteggio e lo stesso livello di servizio, l'analisi non ha cambiato il processo. Se invece classi e criticità guidano tempo dei planner, scorte, fornitori e controlli, il magazzino diventa più leggibile e il capitale viene gestito dove conta davvero.

Incrociare valore e variabilità

Per migliorare la segmentazione si può affiancare all'ABC una classificazione XYZ basata sulla regolarità della domanda. Un articolo AX ha valore elevato e consumo prevedibile; un AZ ha valore elevato ma domanda intermittente e richiede più attenzione a forecast e scorta. Un CX può essere gestito con regole semplici, mentre un CZ critico può richiedere un presidio manuale.

La matrice non deve generare nove politiche rigide: serve a evidenziare eccezioni. Per ogni quadrante si definiscono frequenza di revisione, metodo di previsione e livello di servizio, poi si verifica l'impatto. Se la nuova politica riduce valore di stock ma aumenta mancate consegne, va riequilibrata. Segmentazione e indicatori devono restare collegati al servizio al cliente.

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