Tra i comparti del Made in Italy messi alla prova dai dazi statunitensi emerge un settore poco conosciuto ma altamente specializzato: quello delle giostre, dei giochi e delle attrezzature per parchi divertimento.
Un comparto che, secondo i dati diffusi da Confartigianato, conta 673 imprese e oltre 2.700 addetti, di cui 223 realtà artigiane, generando un export che supera i 403 milioni di euro.
Un settore internazionale con cuore artigiano
Il primo mercato di riferimento per queste imprese sono proprio gli Stati Uniti, con un valore di 66 milioni di euro. Numeri che confermano la vocazione internazionale di una filiera che unisce tradizione, creatività e capacità industriale, rappresentata dall’associazione Confartigianato Costruttori di Attrazioni.
A raccontare la forza del comparto è Erika Tessarolo, portavoce dell’associazione e imprenditrice di Manerba del Garda (Brescia). Con la sua azienda familiare, la M.Art Technology, ha reso l’Italia leader mondiale nella produzione di tori meccanici. «Il rodeo è lo sport nazionale americano – spiega – ma se vogliono prodotti di vera qualità devono rivolgersi a noi. Produciamo le ‘Ferrari’ di questa nicchia: non si possono replicare altrove, senza i nostri materiali, la nostra tecnologia e i nostri artigiani».
Qualità, innovazione e know-how italiano
Il successo del comparto si fonda su tre elementi chiave: la manifattura artigiana, l’uso esclusivo di materiali italiani e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche uniche. Nel caso dei tori meccanici, i movimenti estremamente realistici sono frutto di anni di esperienza e innovazione, un mix che rende questi prodotti inimitabili a livello globale.
Confartigianato sottolinea però un rischio concreto: senza ricambio generazionale e nuove figure specializzate, il settore potrebbe perdere quel patrimonio di saperi manuali e creatività che lo ha reso famoso nel mondo.
Le sfide tra dazi e carenza di competenze
Le barriere commerciali imposte dagli Stati Uniti rappresentano una sfida significativa, ma non l’unica. Il comparto soffre infatti la carenza di manodopera qualificata. «Abbiamo bisogno di nuovi artigiani – ricorda Tessarolo – perché senza il loro talento non sarà possibile mantenere la qualità che ci distingue».
Il tema tocca direttamente la formazione di nuove professionalità: senza competenze tecniche adeguate, il rischio è che interi segmenti produttivi perdano competitività. L’appello lanciato da Confartigianato è dunque quello di investire nella valorizzazione delle competenze e nel rafforzamento del dialogo tra imprese, istituzioni e percorsi di formazione avanzata.
Una lezione per chi si forma oggi
Il caso del comparto delle giostre e dei parchi divertimento è un esempio di come il Made in Italy sappia esprimere eccellenza anche in settori di nicchia, grazie al connubio tra artigianato, innovazione e capacità manageriale. È una lezione preziosa per i professionisti e i futuri manager: difendere la qualità, saper innovare e gestire le sfide globali richiede competenze solide e aggiornate.
Alma Laboris Business School promuove questa stessa visione: percorsi di Alta Formazione che uniscono conoscenze teoriche e strumenti pratici per preparare figure capaci di affrontare mercati complessi, orientati all’export e sempre più competitivi.


