Alma Laboris Business School - Il Contributo dell’Eolico Italiano per il Raggiungimento degli Obiettivi per il Clima e l’Energia al 2030

Il Contributo dell’Eolico Italiano per il Raggiungimento degli Obiettivi per il Clima e l’Energia al 2030

Il Contributo dell’Eolico Italiano per il Raggiungimento degli Obiettivi per il Clima e l’Energia al 2030

 

Uno studio di ANEV, l’associazione nazionale energia del vento prova a rispondere a questa domanda anche allo scopo di fornire uno strumento utile alla definizione di un piano energetico nazionale, alla luce della prossima presentazione della Strategia Energetica Nazionale (SEN).

Qual è il Potenziale Eolico Nazionale al 2030?

Lo studio, dal titolo “Il contributo dell’eolico italiano per il raggiungimento degli obiettivi al 2030” stima un potenziale di 17.150 MW, di cui 950 MW off-shore e 400 MW di energia prodotta da mini-eolico.

La produzione annuale a regime (anno 2030) dovrebbe attestarsi a 36,46 TWh (il dato pro-capite è di 606 kWh).

 

Potenziale eolico in italia al 2030

 

A conti fatti si tratterebbe di circa un raddoppio rispetto alla situazione attuale dell’energia dal vento in Italia. Ricordiamo, infatti, che a fine 2016 l’installato eolico in Italia si attestava sui 9,3 GW per una produzione intorno a 17,5 TWh.

 

Per calcolare il potenziale di potenza e produzione, oltre al potenziale anemologico dei diversi siti (con una velocità minima di 5,5 m/s per l’eolico on-shore e 6,5 m/s per l’off-shore a 70 metri di altezza), è stata verificata la presenza di determinati vincoli quali:

  • Presenza di aree naturali protette: in particolare le aree marine protette istituite dal Ministero dell’Ambiente italiano e le aree della Rete Natura 2000 (siti di importanza comunitaria, zone di protezione speciale, ecc.);
  • Vincoli ambientali - paesaggistici e archeologici;
  • Presenza di importanti rotte di navigazione per quanto riguarda l’off-shore;
  • Altri vincoli (servitù militari, aeronautica, ecc.).

In particolare per l’off-shore si è considerata la distanza dalla costa (imponendo un valore minimo di 4 km dalla riva), il tipo di fondali (fangoso e/o sabbioso) e la profondità dei fondali (compresa tra un minimo di 10 e un massimo di 30 m), ma anche la superficie dell’area individuata e la possibilità di connessione alla rete elettrica nazionale (nel caso di installazioni in mare tramite elettrodotti situati nelle zone costiere).

In considerazione di tali vincoli la maggior parte dei siti cantierabili si concentrano lungo le coste comprese tra l'Abruzzo e la Puglia per una potenza di 550-650 MW.

Altri 300 MW potrebbero essere ripartiti tra alcune zone costiere della Sardegna e della Sicilia, nel caso in cui fosse sostanzialmente riducibile il vincolo della prossimità alle rive, poiché in Sicilia e Sardegna i fondali precipitano oltre i 30 metri in genere già a poche centinaia di metri dalla costa.

 

Il Potenziale Eolico Nazionale: Benefici Energetici e Occupazionali

Un dato che viene rimarcato da ANEV è quello sulle ricadute occupazionali soprattutto per alcune Regioni del Sud che porterebbero a una quota di occupati diretti superiore ai 10mila addetti. Nella tabella l’impatto occupazione dell’eolico nel dettaglio secondo l’analisi dell’associazione.

Potenziale eolico in italia al 2030: benefici occupazionali

 

Il raggiungimento di un simile obiettivo, inoltre, consentirebbe di risparmiare quasi 50 milioni di barili di petrolio all’anno e di evitare la produzione di circa 25 milioni di tonnellate di CO2.

Sfruttare questa opportunità darebbe benefici fino a 2,1 miliardi di euro all’anno per il sistema-Paese, creando anche 7.340 nuovi posti di lavoro.

 

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