Alma Laboris Business School - Dipendenza energetica, da dove proviene l’energia in Italia nel 2022?

Dipendenza energetica, da dove proviene l’energia in Italia nel 2022?

Dipendenza energetica

Il momento in cui viviamo ci impone delle profonde riflessioni: da dove proviene l’energia in Italia?

A raccontarci la nostra gestione delle risorse energetiche è l’ultimo report a cura di Italy for Climate, che ha provato a mettere insieme i numeri sul consumo di combustibili fossili in Italia nel nuovo lavoro “Da dove viene la nostra energia?”, tracciando il quadro aggiornato sulla nostra dipendenza energetica. Che non è certo dei più rassicuranti. Tubo gas

L’Italia, infatti, è fra i Paesi europei con la più alta dipendenza energetica dall’estero: nel 2021 ben il 77% del fabbisogno nazionale è stato coperto dalle importazioni, mentre solo il 23% è stato soddisfatto dalla produzione nazionale (soprattutto grazie alle fonti rinnovabili).

Cosa importiamo? Principalmente, combustibili fossili, ovvero petrolio, gas e carbone. Una partita in cui ci giochiamo non solo la salute del pianeta (pensiamo alla crisi climatica), ma anche alcune relazioni internazionali, dal punto di vista geopolitico come da quello economico, complesse e pericolose. Lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle nelle ultime settimane: dipendere da alcuni Paesi per soddisfare la nostra richiesta di energia non è un fattore positivo.

Ma quali sono i Paesi da cui dipendiamo maggiormente per queste risorse? Qual è la fonte che pesa di più sulla nostra dipendenza energetica? La Russia è il Paese da cui più di tutti dipendiamo energeticamente: il 25% di tutto il fabbisogno nazionale di energia fossile proviene proprio da questo Paese, e non solo per il gas.

Infatti la Russia è anche l’unico Paese da cui dipendiamo significativamente per tutte e tre i combustibili fossili. A seguire c’è l’Algeria, che soddisfa il 15% del nostro fabbisogno di fossili; terzo l’Azerbaijan, da cui importiamo il 13% della nostra energia fossile.

In molti sostengono che per ridurre i rischi connessi alla elevata dipendenza dell’Italia dal gas russo si debba puntare alla diversificazione del nostro acquisto di fonti fossili aumentando le forniture da altri Paesi, in particolare da Qatar e Azerbaijan. Tuttavia, parliamo sempre di regimi autoritari, come del resto la Russia.

Come fare a sganciarci? Come usciamo da questa pericolosa dipendenza energetica? Riducendo il più possibile, e il prima possibile, il nostro fabbisogno di combustibili fossili grazie alla transizione energetica. Con interventi straordinari, ma pienamente fattibili, di efficienza energetica negli edifici e con una forte spinta alle fonti rinnovabili potremmo chiudere i rubinetti del gas russo già nel giro di pochi d’anni.

Del resto, la Roadmap per la neutralità climatica dell’Italia, prevede che già nel 2030 arriveremo ad un risultato storico per il nostro Paese: più della metà del nostro fabbisogno (il 54%) sarebbe coperto con fonti energetiche nazionali. Non facciamo arrestare questo processo.

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