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Il Temporary Export Manager guida le PMI all'estero

Commercio Internazionale e Nuovi Mercati, Temporary Export Manager

Il supporto di un professionista per la vendita e la creazione di reti commerciali all'estero è di fondamentale importanza per aumentare i guadagni sui mercati internazionali.

 

La figura del Temporary Export Manager

È una figura professionale in grande ascesa, costruita su misura per le PMI (piccole e medie imprese) che puntano all'estero per espandersi ma che non hanno le competenze o le risorse per esplorare il contesto internazionale e individuare le opportunità coerenti con il proprio piano di sviluppo.

Questi professionisti valorizzeranno il ramo export sviluppando nuove strade per il business. La mission dei TES è scegliere insieme allo staff aziendale nuovi potenziali mercati esteri ed elaborare le strategie più efficaci per affrontarli, passo dopo passo, raccogliendo le esigenze dei buyer per soddisfarle nel migliore modo possibile ed ottenere risultati in linea con le aspettative aziendali.

Sono loro che, selezionano le linee d'azione, le strategie più adatte, le politiche più efficaci grazie all'impiego di adeguati strumenti di analisi messi a disposizione per l’impresa, identificando così le principali opportunità di crescita.

 

I requisiti per intraprendere la carriera di Temporary Export Manager

Giovani laureati, preferibilmente in Economia o Commercio estero, con la conoscenza di almeno due lingue straniere. Servono inoltre competenze trasversali e un approccio multitasking per sostenere un ruolo tanto dinamico, che richiede presenza su più contesti, settori e mercati, a contatto con imprenditori alla ricerca spesso di risultati immediati.

Quando si entra nella competizione internazionale la volontà da sola non basta. Se non si dispone di competenze specialistiche di alto livello e doti commerciali di indiscussa qualità, le difficoltà che si possono incontrare sui mercati internazionali potrebbero rivelarsi insormontabili. A questo proposito Alma Laboris consiglia il Master di Alta Formazione in “Export Manager: Commercio Internazionale e Nuovi Mercati” per fornire competenze e conoscenze che consentano al Temporary Export Manager di selezionare e gestire nuovi potenziali mercati esteri, elaborando e coordinando le strategie più efficaci per l'ingresso e il consolidamento della presenza dell'Azienda nei nuovi mercati.

 

Vendere all'estero non è mai stato così facile per le imprese italiane!

Ma quanto è efficace l'outsourcing applicato a organizzazioni così piccole, generalmente poco strutturate sotto il profilo del management e su un tema delicato come l'export? Molto dipende dal grado di apertura che le aziende dimostrano verso il metodo dello specialista.

Quando si ha a che fare con un'impresa sana e ricettiva, basta qualche mese per instillare la cultura dell'internazionalizzazione e trasformare lo stimolo in azione. Nel 70% dei casi, comunque il contratto viene rinnovato. La consulenza è strutturata sul lungo periodo, durante il quale le best practice si consolidano fino a generare in due-tre anni piccoli uffici commerciali interni coordinati dal Temporary Export Manager. Se a un certo punto diventa troppo oneroso gestirla la nuova business unit viene di solito affidata alla risorsa interna che meglio ha recepito il know how trasmesso dallo specialista.

Un know how molto pragmatico in realtà, dato che il consulente porta in azienda database customizzati e implementati per specifici settori merceologici, una serie di partnership sui fronti legale, logistico e dell'interpretariato, e nuovi strumenti per velocizzare i processi di vendita.

Il lavoro da remoto non è un'opzione praticabile per i Temporary Export Manager. La presenza in azienda è fondamentale per studiare l'offerta del cliente, che sarà poi rivolta sui mercati di interesse. Il supporto, sotto questo profilo, arriva di solito dal responsabile della produzione.

 

Ma che tipo di aziende sono interessate ad adottare un TES?

Il tessuto imprenditoriale italiano è storicamente molto legato a prodotti che trovano sfogo in Europa e soprattutto in Germania. I settori coinvolti per le PMI sono i più disparati, anche se c'è una preponderanza del metalmeccanico. Molto però dipende dalla diversificazione geografica. Per esempio nel Sud Italia prevalgono le aziende specializzate nell'agroalimentare, mentre per esempio in Emilia ci sono diversi clienti che si occupano di ceramica. Anche la gioielleria ultimamente sta puntando molto sull'export.

 

 

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Oltre la Didattica

17 Giu 2019 12:38 - Alma Laboris - Docente: Domenico del Sorbo

Come abbiamo già visto nel precedente lavoro, l’art. 2 UCP 600 ICC indica che “Presentazione Conforme” [ ... ]

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