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Energia Rinnovabile in Europa: L’Italia Cambia Strategia, Si al Target del 32%

Si è svolto lo scorso 11 giugno, il Consiglio europeo sull’energia all’interno del quale i Ministri dei Paesi membri hanno deciso quale obiettivo vincolante per le Rinnovabili da proporre alla Commissione europea. Il Parlamento europeo, seguendo la linea ambiziosa che l’ANEV insieme a WindEurope avevano auspicato, avevano chiesto di fissare un obiettivo vincolante del 35% (successivamente al 32%) per Rinnovabili ed Efficienza energetica, innalzando il target del 27% proposto dalla Commissione.

 

L’Italia punta sulle energie rinnovabili

L’ANEV accoglie con favore le dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico, che a margine della riunione ha sostenuto che l’Italia deve puntare sulle energie rinnovabili come motore per il futuro della sua economia. Per questo in Consiglio Ue Energia l’Italia ha ribadito una linea più ambiziosa puntando all’obiettivo del 32% in merito alle proposte di direttiva del Parlamento europeo sull’efficienza energetica e sulla direttiva per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di alzare maggiormente l’asticella nonostante la proposta della Commissione parli da uno scarso 27%. Il Ministro Di Maio ha detto che in Parlamento europeo è stata già convinta la plenaria della bontà di queste proposte grazie al lavoro degli europarlamentari e che il Governo italiano si metterà a lavoro per far sentire maggiormente la propria voce anche agli altri partner europei.

 

Come ribadito dall’ANEV nei giorni scorsi, aumentare l’obiettivo del 27% al 32% contribuirebbe a creare ulteriori 132.000 posti di lavoro e 92 miliardi di euro di flussi finanziari nell’economia dell’UE grazie alla sola energia eolica. Tali benefici sarebbero ancor più positivi per l’Italia che ha sviluppato in questi anni una solida industria eolica, ed è diventata esportatrice di questa tecnologia nel mondo. Il nostro Paese infatti ha più di altri bisogno di dare una spinta all’economia e all’occupazione, contribuendo inoltre a combattere i cambiamenti climatici e a salvaguardare l’ambiente e la strada intrapresa finalmente va in questa direzione. Per segnare un cambio di passo con i Governi precedenti, quello del cambiamento dovrà tuttavia far seguire agli importanti ed ambiziosi obiettivi assunti, quegli atti concreti la cui mancanza ad oggi non ha consentito di realizzare i necessari investimenti.

Raggiunto l’accordo UE sulle rinnovabili al 32% grazie all’Italia

Si è chiusa a tarda notte la trattativa tra Consiglio, Parlamento e Commissione sull’accordo per la Direttiva Rinnovabili RED II, che ha portato al 32%, dal 27% precedentemente previsto, l’obiettivo al 2030 di produzione di energia da Fonti Rinnovabili con clausola di revisione al 2023.

Il Coordinamento FREE e l’ANEV avevano chiesto di innalzare l’obiettivo dal 27% previsto al 35%, e l’accoglimento da parte del Min. Luigi di Maio di questa posizione da parte dell’Italia è stato elemento centrale nello spostamento degli equilibri europei sul tema, tanto da aver condizionato l’accordo con un risultato finale comunque apprezzabile anche alla luce della possibile ulteriore revisione al 2023.

Il risultato finale raggiunto del 32% per le Rinnovabili significherà per l’Italia qualcosa in più in termini percentuali, al quale va aggiunto il target, più timido, del 14% nei trasporti. Tali numeri rappresentano un cambiamento rispetto al passato e segnano un cambio di rotta significativo nelle politiche comunitarie. A questi obiettivi per i grandi impianti si affianca un ulteriore significativo risultato, grazie all’esclusione dell’applicazione degli oneri di rete per gli impianti fino a 25 kW in autoconsumo (battaglia che FREE e ANEV conducono da anni) e che dovrebbe consentire un ulteriore utile sviluppo degli impianti di piccola taglia nell’ottica di un sempre maggiore sviluppo della generazione distribuita, necessaria al raggiungimento degli obiettivi europei.

È necessario adesso che il Governo Italiano, con la stessa incisività, dia un impulso concreto a quanto stabilito dall’Europa, adottando quei provvedimenti che consentano di incrementare lo sviluppo delle Rinnovabili in linea con gli impegni assunti. Sono infatti necessari e urgenti gli atti concreti, la cui mancanza ad oggi non ha consentito di realizzare i necessari investimenti.

 

 


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