industria farmaceutica

EFPIA: “La legislazione farmaceutica ridurrà di un terzo la quota di R&S dell'Europa”

La Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (EFPIA) ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo alle nuove proposte di revisione della legislazione farmaceutica nell'Unione Europea.

Queste proposte, secondo l'EFPIA, potrebbero accelerare il declino dell'innovazione nel settore farmaceutico europeo, che già sta perdendo terreno rispetto agli Stati Uniti, alla Cina e al Giappone.

Il direttore generale dell'EFPIA, Nathalie Moll, ha evidenziato l'importanza di rafforzare le protezioni della proprietà intellettuale per nuovi farmaci e vaccini in Europa, per colmare il divario con altre regioni del mondo. La preoccupazione principale deriva dalla proposta di ridurre il periodo di esclusività del mercato per i farmaci innovativi da 10 a 8 anni, oltre a incentivi per l'accesso ai farmaci in tutti i Paesi dell'UE entro due anni e una semplificazione del quadro normativo.

L'EFPIA, tramite uno studio commissionato alla società di consulenza Dolon, ha rivelato che la quota europea di R&S globale potrebbe ridursi significativamente entro il 2040, con una perdita annuale di investimenti di 2 miliardi di euro. Questo declino avrebbe un impatto negativo particolarmente sulle piccole e medie imprese biotecnologiche, spingendole verso ecosistemi finanziari più prevedibili negli Stati Uniti e in Cina.

Lars Fruergaard Jorgensen, presidente dell'EFPIA e CEO di Novo Nordisk, ha messo in luce le problematiche legate alla riduzione del tempo di esclusività dei nuovi farmaci, che potrebbe compromettere la capacità delle aziende di recuperare gli investimenti. Ha inoltre sottolineato che Novo Nordisk potrebbe accelerare la sua espansione negli Stati Uniti a scapito dell'Europa, vista la maggiore attrattività del mercato americano.

In risposta, un portavoce della Commissione europea ha sostenuto che l'UE offre gli incentivi normativi più generosi al mondo e che la revisione proposta manterrebbe un regime di protezione normativa vantaggioso per l'innovazione. Questa affermazione mira a rassicurare che le modifiche al sistema di incentivi non metteranno le aziende europee in una posizione di svantaggio rispetto a quelle esterne all'UE.

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