ETS e trasporto marittimo: guida pratica per gestire i costi nella supply chain


L’ETS (Emission Trading System) sta cambiando profondamente il modo in cui le aziende pianificano e gestiscono il trasporto marittimo. Per coloro che operano in una Supply Chain integrata che prevede anche i trasporti via mare in acque europee, è fondamentale capire come tradurre la normativa in azioni operative concrete.
- Misurare l’impatto economico
Il primo passo è capire quanto pesa l’ETS sui costi di trasporto.
- Esempio pratico: un aumento del 20% sul nolo Ro-Ro per un veicolo industriale significa che, su un trasporto da 1.000 €, il costo aggiuntivo è di 200 €.
- Calcolo consigliato: moltiplicare il costo standard del trasporto per la percentuale di incremento ETS prevista su quella rotta.
- Identificare chi assorbe il costo
Una volta calcolato l’impatto, bisogna decidere chi sopporta l’incremento:
- Compagnia di navigazione: riduce i margini ma mantiene prezzi invariati per i clienti.
- Vettore o spedizioniere: trasferisce parte del costo al cliente finale.
- Cliente finale: riceve l’aumento del prezzo delle merci.
In pratica, ogni scelta influenza competitività, margini e continuità aziendale. Gli studenti possono simulare scenari diversi per capire gli effetti sulla supply chain.
- Ottimizzare la logistica
Per contenere i costi, l’ETS spinge a rivedere processi e carichi:
- Consolidare carichi per ridurre viaggi parziali.
- Pianificare rotte efficienti, minimizzando tempi di sosta e consumi.
- Scegliere navi a basso consumo o alternative di trasporto multimodale.
- Integrare sostenibilità e strategia
L’ETS non è solo un costo da gestire: è anche un driver di innovazione.
- Investire in tecnologie green o carburanti alternativi può ridurre le quote da acquistare.
- Analizzare l’intera catena per bilanciare sostenibilità ambientale e redditività economica.
- Monitorare e adattare
Infine, la gestione pratica richiede monitoraggio continuo:
- Controllare le variazioni dei prezzi ETS e aggiornare i calcoli dei costi.
- Rivedere contratti con fornitori e clienti per garantire flessibilità.
- Preparare strategie di emergenza per eventuali aumenti improvvisi dei noli.
In sintesi: l’ETS non è solo una normativa ambientale, ma un vero e proprio fattore strategico per la gestione della supply chain. Per uno studente di master, rappresenta un’opportunità concreta per allenarsi a calcolare l’impatto sui costi, decidere come distribuire le spese tra i diversi attori della catena e individuare soluzioni logistiche più efficienti e sostenibili.
A cura del dottor Massimiliano Manca, esperto di Supply Chain
