Alma Laboris Business School - Formazione finanziata per aziende: come funziona e che vantaggi porta

Formazione finanziata per aziende: come funziona e che vantaggi porta

Formazione finanziata per aziende: come funziona e che vantaggi porta

Aggiornare le competenze dei dipendenti richiede investimenti che non tutte le imprese riescono a sostenere con continuità. La formazione finanziata permette di ridurre il costo diretto dei percorsi utilizzando risorse provenienti da Fondi interprofessionali, avvisi pubblici e altri strumenti dedicati allo sviluppo del capitale umano.

La formazione finanziata per aziende non deve però essere interpretata come l’accesso automatico a corsi gratuiti. Ogni opportunità presenta destinatari, spese ammissibili, scadenze e obblighi di rendicontazione che devono essere valutati prima dell’avvio delle attività.

Che cos’è la formazione finanziata

La formazione finanziata comprende i percorsi per i quali il costo viene coperto totalmente o parzialmente attraverso risorse diverse dal normale budget aziendale.

Il finanziamento può provenire da:

  • Fondi paritetici interprofessionali;
  • Regioni e Province autonome;
  • programmi nazionali;
  • risorse europee;
  • Camere di commercio;
  • bandi settoriali;
  • misure per la transizione digitale o ambientale.

Le risorse possono finanziare direttamente il corso oppure coprire alcuni costi collegati, come le ore di lavoro dedicate alla formazione.

I Fondi interprofessionali

Il canale più stabile per la formazione continua dei dipendenti è rappresentato dai Fondi paritetici interprofessionali.

Le imprese aderiscono volontariamente e destinano al Fondo scelto il contributo dello 0,30% già versato all’INPS. La pagina del Ministero del Lavoro descrive questi organismi come strumenti destinati a finanziare interventi di qualificazione e riqualificazione dei lavoratori.

L’azienda può utilizzare le opportunità offerte attraverso:

  • conto individuale;
  • avvisi con risorse aggiuntive;
  • piani territoriali;
  • piani settoriali;
  • progetti interaziendali;
  • avvisi tematici.

La denominazione e il funzionamento dei canali cambiano tra i Fondi. Non è quindi possibile applicare la stessa procedura a ogni impresa senza conoscere l’adesione e il regolamento utilizzato.

Il Fondo Nuove Competenze

Un ulteriore strumento nazionale è il Fondo Nuove Competenze, attivato attraverso specifiche edizioni e avvisi.

Il Fondo Nuove Competenze sostiene le imprese che devono adeguarsi a nuovi modelli organizzativi e produttivi, con particolare attenzione alle transizioni digitali ed ecologiche e agli investimenti strategici.

Il meccanismo è differente rispetto al finanziamento ordinario di un corso. La misura può intervenire sul costo delle ore di lavoro destinate alla formazione, secondo le condizioni previste dall’edizione applicabile.

L’accesso richiede normalmente:

  • un progetto di innovazione o trasformazione;
  • un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario;
  • l’individuazione delle competenze da sviluppare;
  • un piano formativo;
  • il rispetto delle procedure di domanda;
  • la documentazione delle attività svolte.

I bandi regionali e territoriali

Regioni, Camere di commercio e altri enti possono pubblicare avvisi per finanziare la formazione delle imprese presenti sul territorio.

Le misure possono essere rivolte a:

  • micro, piccole e medie imprese;
  • settori specifici;
  • nuove assunzioni;
  • digitalizzazione;
  • internazionalizzazione;
  • transizione energetica;
  • sicurezza e qualità;
  • riqualificazione del personale.

In alcuni casi viene riconosciuto un voucher; in altri l’impresa presenta un progetto e riceve un contributo a rimborso delle spese sostenute.

Queste opportunità non sono permanenti. È necessario monitorare periodicamente i portali istituzionali e verificare la disponibilità delle risorse prima di programmare il corso.

La formazione è davvero gratuita?

Il termine “gratuita” può essere fuorviante. Il finanziamento può coprire interamente i costi ammissibili, ma l’impresa deve spesso sostenere attività amministrative, anticipare le spese o contribuire con risorse proprie.

Possono rimanere a carico dell’azienda:

  • IVA non ammissibile;
  • costi superiori ai massimali;
  • attività non previste dal progetto;
  • ore di lavoro non riconosciute;
  • spese sostenute fuori dal periodo consentito;
  • consulenze non finanziabili;
  • costi derivanti da variazioni non autorizzate.

Prima di presentare la domanda è quindi necessario costruire un budget realistico, distinguendo costo totale, contributo richiesto e quota aziendale.

Primo passaggio: analizzare i fabbisogni

La formazione finanziata non dovrebbe partire dal bando disponibile, ma dal problema che l’azienda deve risolvere.

L’analisi può evidenziare:

  • competenze mancanti;
  • errori operativi ricorrenti;
  • nuove tecnologie da adottare;
  • obblighi normativi;
  • necessità di sviluppare nuovi mercati;
  • cambiamenti nei processi;
  • nuove responsabilità manageriali.

Soltanto dopo aver definito il fabbisogno è possibile individuare lo strumento finanziario più coerente.

Secondo passaggio: verificare l’adesione

L’impresa deve controllare se aderisce già a un Fondo interprofessionale e quali risorse risultano disponibili.

Quando utilizza un conto aziendale, può presentare un piano basato sulle somme accumulate. Fondimpresa, per esempio, consente alle imprese aderenti di consultare il proprio Conto Formazione e richiedere il finanziamento di attività di aggiornamento.

Una verifica tardiva può evidenziare problemi come:

  • adesione a un Fondo non più adatto;
  • matricole INPS non correttamente associate;
  • risorse prossime alla scadenza;
  • credito insufficiente;
  • mancanza dei tempi per la condivisione.

Terzo passaggio: progettare il piano

Il progetto deve collegare bisogni, contenuti e risultati. Un titolo generico come “corso di digitalizzazione” non è sufficiente a dimostrare l’utilità dell’intervento.

Il piano dovrebbe specificare:

  • scenario di partenza;
  • obiettivi aziendali;
  • competenze in ingresso;
  • competenze da acquisire;
  • partecipanti;
  • programma didattico;
  • durata;
  • metodologia;
  • docenti;
  • modalità di valutazione.

Gli obiettivi devono essere misurabili. L’impresa potrebbe valutare test finali, applicazione sul lavoro, riduzione degli errori, maggiore produttività o miglioramento di specifici indicatori.

Le modalità didattiche

In base alle regole dello strumento, la formazione può essere realizzata attraverso:

  • aula;
  • live streaming;
  • formazione a distanza;
  • training on the job;
  • affiancamento;
  • coaching;
  • action learning;
  • workshop e laboratori.

La modalità deve essere coerente con la competenza. Un contenuto normativo può essere affrontato online, mentre l’apprendimento di una procedura tecnica potrebbe richiedere esercitazioni sul campo.

Approvazione e avvio delle attività

Un errore frequente consiste nell’iniziare il corso prima dell’approvazione o della data di ammissibilità indicata dall’avviso.

L’azienda deve verificare:

  • termine di presentazione;
  • data possibile di avvio;
  • eventuale avvio anticipato;
  • necessità di autorizzazione;
  • obblighi di comunicazione;
  • durata massima del piano;
  • procedure per modificare calendario e partecipanti.

Le spese sostenute prima della data consentita possono essere escluse dal finanziamento.

Rendicontazione e controlli

La rendicontazione dimostra che le attività sono state realmente svolte e che i costi sono coerenti con il progetto.

Devono essere conservati registri, fatture, pagamenti, contratti, materiali, report della FAD e prove della partecipazione.

È inoltre importante verificare:

  • presenza minima richiesta;
  • corretta firma dei registri;
  • corrispondenza tra calendario e attività;
  • tracciabilità dei pagamenti;
  • rispetto dei massimali;
  • gestione delle variazioni;
  • produzione della relazione finale.

La formazione aziendale Alma Laboris

Alma Laboris Business School si propone come partner strategico per le imprese che desiderano sviluppare percorsi formativi personalizzati, finanziati o autofinanziati.

L’intervento può comprendere analisi dei fabbisogni, progettazione dei contenuti, individuazione dei docenti, erogazione, monitoraggio e valutazione dei risultati.

La formazione finanziata rappresenta un’opportunità concreta quando il finanziamento viene scelto in funzione del progetto. Inseguire un bando senza una reale strategia può invece produrre corsi poco utili e una gestione amministrativa sproporzionata rispetto ai risultati.

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