Master Project manager: percorsi in Aula e Online con possibilità di stage

Master Project manager: percorsi in Aula e Online con possibilità di stage

Il project management è senza dubbio una delle discipline più interessanti nel novero delle branche del sapere e uno dei settori più affascinanti del mondo del lavoro di oggi.

Il carattere multidisciplinare della materia, piena di sfaccettature come poche, la rende particolarmente importante nel contesto in cui viviamo, moderno, fluido, e più che mai bramoso di professionisti che sappiano padroneggiare le conoscenze più aggiornate e le competenze più importanti e richieste dalle aziende. Frequentare un Master per Project manager è la scelta più azzeccata per eccellere nel settore del project management, e per conoscerne ogni aspetto. Quale percorso scegliere? In questo articolo vedremo insieme perché è importante optare per un Master che dia al discente la possibilità di seguire In Aula e Online, e perché è davvero fondamentale un servizio placement gratuito con possibilità di stage.

Project management, cos’è e cosa significa

Il Project management Institute, massima autorità in materia di project management, ha dato una definizione piuttosto romanzata relativa alla gestione di progetto. Quest’ultima viene definita come “uno sforzo temporaneo intrapreso per creare un prodotto, un servizio o un risultato unico”. È proprio nell’unicità che sta tutta la ‘magia’ del project management, ovvero l’attività di creazione di un risultato che, quantificato e materializzato in un bene o in un servizio, possa rappresentare qualcosa mai realizzato in precedenza da nessuno con le stesse caratteristiche e allo stesso modo.

Project management significato: cosa c’è dietro questa parola

In quest’ottica, comprendere che cos’è il project management è senza dubbio più semplice. Potremmo definirlo come la disciplina della pianificazione e dell'esecuzione dei progetti, attraverso l'applicazione, nelle varie attività, di conoscenze, abilità, strumenti e tecniche, per soddisfare i requisiti del progetto, raggiungere gli obiettivi, ottenere i risultati stabiliti.

Una pianificazione strategica, ma anche una implementazione pratica, le due facce della stessa medaglia che contraddistinguono il project management. Un progetto, in questa chiave, diventa un'impresa temporanea che esiste per produrre un risultato definito; che avrà obiettivi concordati nel team, e unici; che è contraddistinto da una pianificazione, un budget, delle tempistiche, dei risultati e delle attività da ottenere.

Quali sono le componenti chiave della gestione del progetto, per l’appunto? Il tempo, ovvero la durata prevista per completare quel lavoro; il denaro, ovvero il budget che viene previsto in pianificazione strategica per raggiungere i risultati; l’ambito del progetto, ovvero quali innovazioni o cambiamenti saranno forniti dal progetto; la qualità del progetto, ovvero il cosiddetto standard del risultato.

Nel project management, tutte queste componenti sono correlate: l’aumento o la diminuzione di uno qualsiasi di questi elementi influirà sugli altri. Ad esempio, ridurre il tempo assegnato per completare il progetto ridurrà anche la quantità di lavoro che può essere svolto.

Fasi del project management: i processi che vengono generalmente seguiti

Sebbene esistano diverse metodologie e approcci di gestione del progetto, la maggior parte dei progetti segue delle fasi piuttosto definite, che ci permettono di accomunare, per certi versi, i vari casi. Questo assunto è particolarmente valido per quanto riguarda il project management predictive.

Ogni progetto, ad esempio, ha ovviamente una fase di avvio: in questo frangente il project manager definisce ciò che il progetto raggiungerà e realizzerà, lavorando con le parti per concordare i risultati finali da raggiungere. Allo stesso modo, in ogni gestione di progetto non si può prescindere dalla pianificazione: in questo momento il project manager registra tutte le attività da fare, e le scadenze da rispettare per farle.

Tutti i progetti hanno, ovviamente, una esecuzione tattica: è la fase in cui viene costituito il team di progetto, vengono assegnati i compiti alle varie professionalità presenti nella squadra, e vengono definitivamente allocate le risorse, in termini di budget e in termini di risorse umane, per raggiungere gli obiettivi. Il monitoraggio, inoltre, senza il quale non si potrebbe stabilire se effettivamente un progetto è stato realizzato, come è stato ultimato, e quali risultati si è riusciti a raggiungere.

L’ultima parte, la chiusura del progetto, il momento in cui sono tirate le somme, e nel quale il project manager garantisce che gli output forniti dal progetto siano accettati dall’azienda, ente, organizzazione che ha commissionato il progetto.

Project management Institute: cos’è e a cosa serve

È l’organizzazione regina, l’ente più importante di tutti, il punto di riferimento al quale tutti i project manager devono fare capo. Il Project management Institute è la principale associazione professionale al mondo per project manager. Molto spesso abbreviata con l’acronimo di PMI, rappresenta un'associazione professionale senza fini di lucro fondata nel 1969, che ad oggi conta più di 2,9 milioni di professionisti in tutto il mondo.

Tra le principali attività del Project management Institute vi è il rilascio di certificazioni, attestati e documenti indispensabili per comprovare l’esperienza del project manager, e per certificare come il professionista abbia conseguito un bagaglio di conoscenze e skill tale da formare un profilo importante, capace di affrontare tutte le sfide proprie della gestione di progetto.

Nell’offerta del PMI, infatti, rientrano standard riconosciuti a livello globale, certificazioni, corsi online, ma anche leadership di pensiero, e tanti altri elementi molto importanti per il project manager di successo.

Project management, le metodologie più comuni

Partiamo subito da un assunto fondamentale: non esiste un solo modo di gestire un progetto, non esiste una tecnica universale, non esistono delle procedure standard da rispettare perché vengano conseguiti – quasi automaticamente, diremmo – i risultati attesi. Il project management è una disciplina molto particolare, e comprende diverse metodologie, tutte valide per alcuni progetti, tutte improprie per altri.

In questa disciplina convivono diversi framework, che le organizzazioni utilizzano per fornire progetti, e che, pur avendo caratteristiche simili, sono drasticamente diversi l’uno dall’altro, ognuno con i propri punti di forza e punti di debolezza, ognuno con i propri rischi e le proprie opportunità.

Gli approcci adottabili dai team di progetto per la gestione delle attività, includono approcci agili, interattivi, incrementali e basati sulla successione di fasi predefinite; tutti questi, come detto in precedenza, presentano delle similitudini, ma anche delle caratteristiche che ci permettono di distinguerli in maniera piuttosto efficace.

Project management agile e predictive: le differenze tra gli approcci

In questa specifica fase, analizziamo i due approcci ‘tradizionali’ del project management, che al contempo, per diverse ragioni, sono anche quelli maggiormente utilizzati. I due framework di cui stiamo parlando sono il Project management Predictive e il Project management Agile. Anche qui, occorre ribadirlo: non esiste una metodologia che, in via universale, è migliore di un’altra, ma ciascuna di esse rappresenta quella giusta in relazione allo specifico progetto.

Consideriamo innanzitutto l’approccio predictive, detto anche approccio ‘a cascata’. In questa metodologia, molto tradizionale, le fasi di un processo si verificano in sequenza lineare; pertanto, siamo capaci di definirlo come lineare, proprio perché dipende da strumenti che vengono adoperati, appunto, in maniera prevedibile, e che generano un'esperienza altrettanto prevedibile.

Secondo questa metodologia, ogni progetto segue lo stesso ciclo di vita che include sempre le stesse fasi. Con queste premesse, appare quasi immediato comprendere come sia possibile pianificare l’intero progetto in anticipo, senza alcuna possibilità di cambiare ‘in corsa’: le fasi vengono infatti delineate dall'inizio alla fine e presuppongono che, sin dalla partenza, sussistano tutti i requisiti per portarlo a termine.

Consideriamo, invece, in modo per tanti aspetti opposto, l’approccio agile, considerato oggi il più moderno, progettato principalmente per sopperire alle carenze dell’approccio predictive. Un modello, questo, che viaggia in direzione opposta, implementando all’interno della gestione di progetto l'iterazione continua di sviluppo e test nell'intero ciclo di vita. Non una pianificazione anticipata, ma un’attività mobile, in grado di rispondere ai cambiamenti.

Nonostante alla luce di queste considerazioni la metodologia agile possa essere considerata (erroneamente) più adatta rispetto a quella predictive, conoscendo tutto in anticipo, è più probabile che questa generi il risultato previsto. Semplicemente, le metodologie agili possono essere più suscettibili all'evoluzione del progetto, mentre invece il prodotto della strategia a cascata sarà senza dubbio più coerente rispetto a quanto previsto in fase di pianificazione.

Cosa fa un project manager: tutto su questo professionista

Il project manager è, in estrema sintesi, il professionista responsabile di tutta la gestione del progetto, in tutte le sue fasi, dall’inizio alla fine. Si tratta del soggetto responsabile della pianificazione, dell'organizzazione e della direzione del completamento di progetti specifici per un'organizzazione, che garantisce, al contempo, come i progetti vengano consegnati in maniera puntuale, rispettando il budget stanziato per la loro realizzazione, e raggiungendo i risultati previsti.

Project manager mansioni: ecco cosa fa nel suo lavoro      

Con un novero così ampio di attività è quasi implicito immaginare come il project manager sia investito di numerose mansioni. Queste includono la pianificazione del lavoro da svolgere, delle attività da compiere, ma anche delle persone che lavorano alla singola azione, nonché del timing da rispettare.

Il project manager deve inoltre assicurarsi che il lavoro sia svolto secondo gli standard corretti, esaminando i rischi coinvolti in un particolare progetto, e coordinando il lavoro che viene svolto da professionisti diversi, al fine di gestire in maniera corretta il team, per garantire il raggiungimento dei risultati.

Il project manager, inoltre, si assicura che il progetto venga eseguito nei tempi e nel budget, e che fornisca dunque i risultati e i benefici attesi, apportando delle modifiche ove e quando necessario. Il core business di un responsabile della gestione di progetto è rappresentato dalla consulenza che offre ai committenti, difendendo la cosiddetta idea progettuale, e guidando il team di progetto verso l’obiettivo del cliente che, in sostanza, rappresenta lo scopo per il quale è realizzato il progetto.

Stipendio Project manager: quanto guadagna questo professionista

La professione di project manager è senza dubbio particolare anche quando consideriamo la retribuzione che viene destinata al singolo professionista. Questa risorsa guadagna una cifra differente a seconda degli anni di esperienza che ha maturato nella figura, variabile anche in relazione al cliente che gli ha commissionato il progetto.

Stando alle informazioni di cui siamo in possesso, lo stipendio medio di un project manager si aggira intorno 35mila euro annui. Si tratta di una retribuzione, questa, relativa a un professionista con poca esperienza, dato che, come detto, il range retributivo varia in base alla seniority nel ruolo. È molto frequente, infatti, che con l’accumularsi di esperienza il responsabile della gestione di un progetto arrivi a guadagnare, con relativa facilità, anche 50mila euro annui. Lo stipendio più alto per la figura di project manager si attesta su una cifra vicina ai 70mila euro all’anno.

Master Project Management, come diventare project manager

Diventare project manager è dunque l’ambizione di tantissimi profili all’interno del panorama attuale. I neolaureati che cercano un inserimento nel mondo del lavoro, i giovani studenti che vogliono approcciarsi a un corso di laurea, i professionisti che desiderano intraprendere un percorso di questo tipo, i manager che cercano di portare delle conoscenze e competenze importanti in azienda: il project management piace a tanti, proprio per il suo carattere interdisciplinare, e per il fatto che ogni azienda, nel mondo, qualunque sia il suo settore di riferimento, le sue dimensioni, la sua importanza, ha bisogno di un soggetto che si occupa della gestione di progetto.

Scegliere di frequentare un Master in Project Management appare dunque la scelta più appropriata per eccellere nella quotidianità professionale da project manager e per superare tutte le sfide che questo professionista, ogni giorno, affronta nel proprio lavoro. La prospettiva di un percorso di Alta Formazione è sicuramente da tenere in grande considerazione per ricoprire al meglio un ruolo delicato e importante come questo.

Migliori Master Project manager in Italia: quali percorsi di Alta Formazione scegliere

Come scegliere il miglior Master in Project Management? L’offerta formativa complessiva, rappresentata dai tanti istituti di Alta Formazione che in Italia e in Europa erogano percorsi sulla gestione di progetto, presenta delle opzioni sicuramente molto valide. Tuttavia, consideriamo l’obiettivo principale che anima la grande maggioranza dei professionisti che scelgono di frequentare un Master di Alta Formazione: il raggiungimento di specifici obiettivi di carattere professionale.

A tal proposito, dalla nostra lunga esperienza nel settore della formazione, possiamo ragionevolmente affermare come un Master Executive rappresenti un’opzione da tenere in grande considerazione nella scelta del miglior Master in Project Management. Questo in virtù del fatto che questo tipo di percorso è immediatamente spendibile nel mondo del lavoro di oggi, e rappresenta lo strumento più immediato per vincere la concorrenza occupazionale delle altre risorse, e più in generale per raggiungere gli obiettivi professionali della singola risorsa.

È dunque sicuramente preferibile optare per percorsi dalla spiccata caratterizzazione pratica, che si riflette negli insegnamenti propri del programma didattico, nel metodo intrapreso dai docenti, e in tanti altri elementi da tenere in considerazione in fase di scelta.

Master Project manager Alma Laboris con possibilità di stage

Alma Laboris Business School, nella propria offerta formativa, annovera il Master in Project Management, uno strumento particolarmente valido per diventare project manager. Questo Master di Alta Formazione si distingue per avere una Faculty docenti di elevata caratura, formata da professionisti dalla comprovata esperienza nel settore del project management, che impostano ogni singola lezione con un ampio utilizzo di esercitazioni, case study, e tanti elementi di carattere pratico che stimolano l’operatività del project manager, e che preparano il discente ad affrontare tutto quanto riguarda la sua quotidianità professionale.

Il Master in Project Management di Alma Laboris viene erogato in Formula Weekend; si tratta della soluzione ideale per tantissimi professionisti, poiché consente loro di seguire le lezioni nelle giornate del sabato e della domenica, riuscendo a rispettare i propri impegni infrasettimanali. A ciò aggiungiamo la validità della doppia formula In Aula e Online, una doppia opzione che permette ai discenti, a seconda delle loro esigenze di raggiungere i Poli Didattici di Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e Padova, ma anche di seguire le lezioni tramite la piattaforma di videoconferencing, strumento dotato di tutte le funzionalità per garantire l’interattività delle lezioni.

Master Project Management: placement gratuito con opportunità di stage

Le recensioni che abbiamo raccolto nei Partecipanti delle edizioni del Master in Project Management già terminate raccontano di un servizio placement gratuito vero ‘fiore all’occhiello’ dell’offerta di Alma Laboris Business School. Il lavoro degli esperti in risorse umane del Cooming Job è finalizzato alla promozione dei profili professionali dei discenti del Master alle Aziende Partner che fanno parte del Network di Alma Laboris. Questa complessa attività avviene mediante l’inserimento delle risorse nelle aziende con diverse forme di inserimento: alle forme contrattuali più tipiche, come ad esempio quella dello stage, se ne affiancano diverse altre dalla diversa caratterizzazione.

L’attività di Career Coaching individuale, che si svolge in contemporanea alla promozione funzionale dei profili, consta invece della realizzazione degli strumenti di presentazione (curriculum vitae e cover letter) più efficaci per presentare al meglio il Partecipante alle aziende, e della creazione di un novero di contatti target a cui sottoporre il profilo del discente.

 

 

 


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